Trasformazioni Invisibili

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Un romanzo che vale decisamente la pena. Ringrazio Anthony di avermi permesso di scoprirlo.

Titolo: Trasformazioni invisibili
Autore: Anthony Colannino
Editore: Sacco
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Acqualuce
ISBN: 8863540802
Pagine: 75

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Quando ho cominciato a sfogliare il libro di Colannino ho subito pensato: ecco, questo è un libro che avrei potuto scrivere io, detto senza presunzione, pensato senza gelosia, considerato alla luce dello stupore che ho provato trovandomi di fronte ad una scrittura che mi è parsa subito molto familiare, pur non avendola mai ritrovata in altri ultimamente. Trasformazioni Invisibili è un romanzo metanarrativo, molto pirandelliano, molto eccentrico nella sua circolarità, ma straordinario nelle sue pennellate leggere, nella liricità di certi passaggi – e particolarmente mi riferisco al primo episodio, intitolato “Il Sogno e la Ragazza”. Colannino parla quasi accidentalmente, con una abilità che si consegna alla pagina con la spontaneità di un sorriso a fior di labbra, delle trasformazioni umane, designando come esempi scelti una ragazza, un ragazzo, gli avventori di un bar, lo sbocciare delle passioni, il bisogno di completezza e amore, la malinconia scanzonata di volti che si rinnovano costantemente e che fanno presto ad apparire estranei a chi in fondo non è capace di andare oltre e probabilmente non si può neanche biasimare, poiché noi stessi fatichiamo ad accettare i cambiamenti e sarebbe dunque ipocrita pensare che gli altri possano farlo per noi. Assistiamo ad una sorta di parabola discendente in cui si dipana, non senza difficoltà, la sconsolante mutevolezza degli stati d’animo umani, note stonate di colori a volte sgargianti a volte meno, attraverso i quali è possibile rintracciare il percorso simil-onirico che ci porta alla circolarità del tutto. Qui il Narratore viene preso da parte dai suoi stessi personaggi, i quali gli muovono contro l’immanenza dei desideri e il bisogno di destinazione, scrivendo una storia con lui dentro, in cui si rimescolano i ruoli e si esce allo scoperto di fronte alla debolezza di chi credendo nella forza cieca del distacco, in verità non s’è mai separato da quanto scritto – come a dire che tutti i racconti sono certamente autobiografici e mai niente di quello che passa per la mano d’un poeta o d’uno scrittore, può definirsi “falso”.

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3 commenti to “Trasformazioni Invisibili”

  1. Grazie per lo spazio che mi hai dedidaco. Con l’augurio che “la parola” prosperi per tutti quelli che la scaldano in inverno (,) aspettano primavera.
    Anthony Colannino

  2. il singhiozzoha sostituito il presente al gerundio. Avrei voluto scrivere: “aspettando primavera”

  3. Il piacere è stato realmente il mio.

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