Oggi parliamo con Damiano Mazzotti, autore di «Uomini e amori gioie e dolori»
————- intervista a cura di Alessandra Di Gregorio.
A: Scrivere. Perché?
Per esprimere se stessi… Per far conoscere meglio la società…
A: Scrivere. Cosa?
Quello che ti passa per la mente…
A: Tu come scrittore/scrittrice. Chi sei e come ti poni?
E che ne so… Lo devono dire gli altri…
A: La penna per te corrisponde a…?
E’ uno strumento della creatività insieme alla tastiera…
A: Come ti collocavi nei confronti della scrittura prima di pubblicare un libro, e come ti senti adesso, stando ufficialmente su questo palcoscenico che si reinventa di continuo?
Leggo con più spirito critico…
A: Se dovessi usare tre aggettivi per definire il tuo stile ponendoti però a distanza da esso, ovvero come il lettore della situazione e non come l’autore del libro in questione, quali useresti e perché?
E’ uno stile innovativo e pratico che denota una persona indipendente, eclettica e curiosa…
A: Il tuo libro: riassumilo brevemente e spiega perché qualcuno dovrebbe scegliere di acquistarlo, leggerlo e poi riporlo con cura nella propria biblioteca personale.
Semplicemente perché è un genere all’avanguardia e ho selezionato i migliori pensieri dei migliori intellettuali e scrittori…
A: Modelli, forme, criteri e scelte. Si parla molto di tecniche di scrittura creativa e di chi si dice pro o contro. Cosa ti guida, allora, da un punto di vista squisitamente tecnico, durante il flusso della scrittura? Mi lascio andare ai suggerimenti dello spirito del tempo…
risposta non pervenuta.
A: Le occasioni. Cosa ti emoziona, cosa ti stimola il ricorso alla penna? L’uso che ne fai, è per metabolizzare esperienze biografiche – e per esperienza biografica s’intendono anche quelle concernenti l’anima o fatti derivati dalla propria immaginazione/fantasia spinta – o si pone come “sforzo” d’immaginazione per riempire fogli che altrimenti sarebbe un peccato lasciare vuoti? Vale a dire: scrittura d’occasione o scrittura per mestiere? Nessuna delle due cose… Scrivo partendo dalla lettura di un articolo o di un libro, oppure dall’attualità…
risposta non pervenuta.
A: Post stesura finale. Metabolizzi in quali modi la fine della stesura di un’opera, ovvero: la lasci mai andar via, o ne resti schiacciato al punto che una critica, una osservazione su di essa, ti pungono fino a farti male? Qual è la tua sensibilità d’artista. Parlaci della tua esperienza diretta.
Io scrivo qualcosa e poi la lascio sedimentare per qualche giorno… Leggo e rileggo e alla fine aggiungo o tolgo qualcosa a seconda dei casi… Le critiche aiutano a crescere e a migliorare, se sono fatte in maniera professionale…





























