3 bravi giallisti italiani

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Il panorama italiano giallo, per quanto fortemente caratterizzato e facilmente riconoscibile per una sua particolare impronta – tanto nella componente strettamente narrativa, che in quella architettonica, civile, morale e pittoresca – passa di solito in sordina rispetto alla mole di noir e thriller di marca straniera. Oggi però voglio spezzare una lancia a favore di tre volumi che ho trovato particolarmente piacevoli – tutti e tre scritti da poco più che esordienti, nell’ordine L’ACQUARIO – di Mirko Venini, per la collana miglior giallo della 0111; Fuochi a Mezzanotte – targato Montag, di Fabrizio Bianchini, non nuovo a performance letterarie di questo tipo, e Ladro di sogni, di Sergio Paoli, pubblicato per i tipi della Frilli Editore. Passiamo allora ad elencare i pregi di questi libri tutto sommato molto diversi, ma comunque accomunabili sotto l’evidenza della denominazione geografica.

L’Acquario è un ottimo libro. Inizia in sordina, ha un seguito stordente e un finale emozionante. Scritto col garbo della penna affilata e arguta di un Autore che sa il fatto suo, parte da un evento apparentemente banale, verte su un unico personaggio forte e sul dramma di un omicidio. Da futuro sposo a investigatore, il protagonista di Venini è credibile come il pasticcio in cui si va a cacciare. Consigliato.

Fuochi a Mezzanotte è un giallo atipico, romantico, italiano nel senso più classico, perché è un giallo di provincia, autentico, ben tenuto, appassionante. Racconta un’età passata, una provincia, per l’appunto, anni difficili alle porte, un’Italia diversa, alle porte degli “anni di piombo”. È il seguito di un libro già noto (La banda del grano), ed ha lo sguardo tenero di un adolescente che racconta di musica, di primi approcci galanti, di sogni di gloria, e soprattutto della scia di delitti che punta dritta verso di lui – suo malgrado.

Ladro di sogni invece ci mette di fronte a un’Italia contemporanea difficile e complessa; all’Italia delle intese razziali mancate, delle mafie e mafiette, dei poliziotti buoni e di quelli stronzi, delle pulsioni segrete, di un killer vittima di un ladro di sogni, di rom vittime delle circostanze. L’Autore offre una scrittura ragionata, una cornice e un fondale narrativo molto concreti.

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Alessandra Di Gregorio

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2 commenti to “3 bravi giallisti italiani”

  1. brava Alessandra, sei un’eccellente recensore ( si dice così???)
    nevica o mi sbaglio???

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