Farandole

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Farandole
Autore: Frascaroli Anna M.
Editore: Zerounoundici
Data di Pubblicazione: Aprile 2008
ISBN: 8863070520
ISBN-13: 9788863070521

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Farandole è un romanzo sul quale, lo ammetto, al principio non avrei puntato molto. Il tono generale della scrittura mi pareva ai limiti del linguaggio tipico della letteratura rosa post-adolescenziale. Un’aura di banalità permea la scrittura e di conseguenza chi deve formarsi una opinione è tentato di formarsi quella evidentemente più sbagliata. Le prime battute non sono affatto mature e il lettore un po’ più esigente potrebbe passare ad altro solo basandosi sull’incipit. In generale questo è il rischio che corre ogni scrittore, ma in questo caso, trovo l’incipit (così come il titolo) piuttosto fuorviante e poco azzeccato. Ci sono delle ingenuità rispetto alla figura narrante principale, quella della protagonista, che parte come una vera e propria bambina e poche pagine dopo diventa adolescente e poi donna, non tanto rispetto ai risvolti della trama quanto alle sue espressioni e al suo lessico narrativo. La sua ingenuità come personaggio è più evidente nel suo modo di parlare che nel suo modo di cadere dalla nuvole rispetto ai fatti sconvolgenti di cui è prima testimone e poi attiva partecipe.

Piccole scorrettezze grammaticali e ortografiche sono disseminate un po’ dovunque; cose che sin dalle elementari ci insegnano a non sbagliare ma che evidentemente sono sfuggite ad autore editore ed editor, magari perché considerate superflue. In verità è bene sempre tenere a mente che un buon assetto grafico della pagina così come una revisione dell’intero romanzo, sono fondamentali per una buona fruizione. Non serve a molto scrivere un grande romanzo quando poi questo è infarcito, qui e lì, di refusi ed errori veri e propri… (prendiamo, tanto per citare l’errore più banale e più presente, il “sì” affermativo… puntualmente viene scritto male, ovvero come un “si” particella riflessiva, personale etc.).

Tuttavia, la banalità dei toni termina quasi subito e durante il procedere della lettura, è possibile formulare un’opinione più che positiva rispetto all’intero impianto narratologico.

Il romanzo si articola seguendo il punto di vista dei vari personaggi che si susseguono alla narrazione. La storia è ai limiti del legal thriller e del romanzo sentimentale. L’Autrice esce quasi subito dai confini nazionali e sulla scia della fuga delle tre donne che animano il romanzo, inserisce nello stesso elementi geografici e paesaggistici internazionali, restando sufficientemente credibile. Non si avventura molto in situazioni troppo caratterizzate, che richiederebbero una conoscenza più che approfondita di ognuna delle mete selezionate come luoghi delle varie fughe, e soprattutto di ognuna delle situazioni. Tende a concentrarsi sui singoli dettagli dei personaggi che, per via di travestimenti e vari cambi di identità, sono soggetti di continuo tanto a cambiamenti esteriori che psicologici. In più, l’intero racconto si presenta in maniera piuttosto brillante, a volte decisamente sopra le righe, e il dosaggio delle tempistiche di narrazione è a dir poco ottimo, in quanto il libro non diventa né troppo pesante né troppo voluminoso. Spesso, con storie di questo genere, si rischia di protrarre troppo a lungo il timing istoriale. In questo caso, l’Autrice, ha il dono della sintesi e dimostra anche di essere a proprio agio con un lessico via via sempre più appropriato.

Consiglio dunque vivamente la lettura di questo volume.

 

 

Alessandra Di Gregorio

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