Un po’ per gioco un po’ per inganno

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

.

Titolo: Un po’ per gioco. Un po’ per inganno
Curato da: Associazione Rosaemundi
Editore: Simple
Data di Pubblicazione: 2009
ISBN: 8862590873
ISBN-13: 9788862590877

.

“Un po’ per gioco. Un po’ per inganno” è una raccolta tutta al femminile, in cui 15 racconti aprono altrettanti mondi – per associazione spesso fin troppo vicini.

Quando ci si ritrova con in mano una antologia si cerca innanzitutto di rintracciare un filo conduttore che possa essere, anche parzialmente, il legante della raccolta stessa o comunque il motivo letterario che ha originato l’input alla scrittura e poi alla pubblicazione.

Senza dubbio il voler dare la parola alle donne, con la speranza di creare un gioco di simmetrie e prospettive, tali comunque da rendere viva la percezione dell’individuo, è un ottimo motivo sia per decidere di scrivere sia per impegnarsi a pubblicare, e tuttavia è un rischio di non poco conto – al di là chiaramente delle proprie velleità – in quanto alla carta è chiesto di cantare…

Se dovessi citare a memoria uno o più racconti che hanno colpito in qualche modo il mio immaginario, indicherei tra questi sicuramente:

- Liliana… Una madre al cospetto della tomba del figlio.

- Che vita!… La storia di una donna che si consuma nel tentativo di non consumarsi e che forse al tempo della nascita avrebbe preferito, sapendolo e potendolo fare (forse), visto tutto il logorio che c’attende, non nascere mai.

- In questa stanza… Le elucubrazioni di uno scrittore che si rifugia in una realtà parallela – quella dei suoi libri.

- Illusione… Francesca e il senno di poi e del “come sarebbe andata se…”, quando passato e presente si incrociano e scopri che no, se non è andata allora non andrà neanche adesso.

- La Ferrari… La riscoperta delle radici di un uomo.

In generale la stesura dei testi non è sempre soddisfacente. C’è una sorta di generica ingenuità verso la scrittura e soprattutto di non appropriata conoscenza o comprensione della scrittura letteraria, che finisce col rendere vana l’intenzionalità delle Autrici, vale a dire il loro voler comunicare qualcosa ai Lettori. L’ottimizzazione dei testi avrebbe dato loro una mano a migliorare sia l’assetto specifico di ogni racconto che l’antologia nell’insieme.

Avrei preferito dunque una cura formale che rendesse al meglio non solo a livello visivo – l’impaginazione, la scelta del font etc. – ma anche strettamente testuale, i sentimenti e le prospettive – tanto dei personaggi che di coloro che si sono cimentate con la penna. Infatti, senza questi accorgimenti, della raccolta spicca ben poco. Dunque se si è carenti – anche semplicemente per motivi personali e velleitari – dal punto di vista dell’impegno letterario/artistico, è bene che qualcuno si occupi di esaltare, curare e asciugare, proprio la sostanza delle immagini che le Autrici hanno scelto come sfondi dei propri racconti e del proprio immaginario.

Alessandra Di Gregorio

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: