Archive for dicembre 20th, 2008

20 dicembre 2008

La paura in Giappone Yokai e altri mostri giapponesi – Saggio

Mi arriva un libro a casa. Un saggio. Per la precisione una tesi.
L’autrice è Marta Berzieri e il suo saggio è molto interessante.

Così l’ho recensito su Bookland e ne troverete traccia anche qui.



recensione a cura di Alessandra Di Gregorio


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Titolo: La paura in Giappone, Yokai e altri mostri giapponesi
Autore: Berzieri Marta
Editore: Caravaggio Editore
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Dissertatio
ISBN: 8895437101
Pagine: 185



« La paura in Giappone è un testo importante, valido, apprezzabile. Un testo di assoluto pregio.

L’autrice è stata in Giappone per compilare questo studio affascinante sulle figure terrifiche giapponesi, molte delle quali tutti conosciamo attraverso i manga o le loro versioni televisive, dando alla luce un’opera stimolante e di facile lettura.

Ricco l’apparato delle note, con traduzioni dal giapponese, ricca anche la bibliografia di riferimento, ricche le ricerche fatte sul campo per documentare dove storia, leggenda, cultura, tradizione e fantasia hanno saputo dar vita ad una serie di mostri e fantasmi entrati a colorire l’immaginario nipponico collettivo. La Berzieri ci racconta anche cosa ne pensano le persone comuni circa Yokai e altre creature crepuscolari dal misterioso fascino e dai poteri soprannaturali, permettendoci di notare, attraverso l’estratto di vere interviste fatte a cittadini giapponesi, come ognuna di queste persone abbia un ricordo relativo ai mostri di cui lei ci informa.

Diverse sono le interpretazioni che si danno circa l’innata paura dell’uomo e il sospetto verso tutto ciò che è crepuscolare, ma lo studio della Berzieri ci aiuta a vedere da vicino, in una sorta di ragionata rassegna, quali e quante sono le creature più o meno temibili in questione, partorite dalla cultura nipponica e giunte sino a noi in rimpasti fumettistici e televisivi. Affascinante è notare come spesso queste creature siano un misto di tratti fisiognomici animaleschi e caratteristiche emotive umane e come alcune di loro si divertano a spaventare gli uomini mutando le proprie forme, rubando cose, o peggio ancora portando via bambini e facendo del male alle persone.

Antichissime leggende vengono dunque fatte rivivere in questo saggio in cui si evidenzia anche la profonda solitudine e inconsapevole ignoranza che rivive nell’antico bisogno di giustificare i mali cui non ci si può opporre con alcun tipo di forza, con la presenza terrena e dunque la personificazione di forze maligne che governano liberamente il mondo e gli esseri viventi. In un certo senso però, quanto più queste creature malefiche – alcune delle quali piuttosto “burlone” – si avvicineranno all’uomo, tanto più ne copieranno usi e costumi, fino a che qualcuno non le convertirà del tutto e grazie alla religione buddista e ai suoi santi precetti, riuscirà addirittura a farle reincarnare in creature migliori.

Aneddoti, cronaca, folklore, il libro della Berzieri traccia la verosimile storia di questi demoni e mostri, – alle volte disgustosi e ripugnanti, altre volte meno – scoprendone le tracce nell’arte, nella letteratura e nell’oralità giapponesi, testimoniando come e con quale facilità, credenza popolare, suggestione, spiacevoli fatti reali, incidenti, lutti e miti, si possano confondere per creare una commistione magica e orribile al tempo stesso. Consigliata vivamente la lettura.»


Adg.

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20 dicembre 2008

Le Ali spezzate – Memoriale

Il 21 settembre 2008 a Villaricca di Giugliano, provincia di Napoli, si è tenuta la prima presentazione del libro Le Ali Spezzate
di Vincenzo Palladino
. Io ero presente in qualità di “nipote acquisita” e rappresentante di Caravaggio Editore. Ho lavorato al suo libro in qualità di editor e l’ho recensito su Bookland. Sarò stata di parte? Beh Vincenzo è un vero personaggio e ha una famiglia meravigliosa, che ringrazio ancora dell’accoglienza… e dei limoni…


recensione a cura di Alessandra Di Gregorio


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Autore: Vincenzo Palladino

Editore: Caravaggio Editore

Collana: Recordatio

Anno di pubblicazione: 2008

Codice ISBN: 8895437195

pagine: 112

« La forza di un uomo non si misura in base a quanto può vedere, indi dominare con la propria ingorda vista, quanto piuttosto in base a ciò che riesce a fare senza poter vedere nulla con gli occhi fisici, e utilizzando unicamente quelli dell’anima. Non siamo di fronte ad un best seller, ma ad un pezzo di storia personale importante e decisiva, che si innesta nella storia d’Italia all’altezza della Seconda Guerra Mondiale, proprio all’indomani di una tragica svolta… Palladino, lungi dal voler coltivare velleità artistico-letterarie, mette se stesso a nudo in un memoriale poetico nella sua tragica semplicità, rivestito di dolcezza quando non di affetto e compassione per i sofferenti, i derelitti e le persone minate nel fisico e nello spirito. Palladino a 13 anni perse la vista. Oggi è un signore attempato eppure a vederlo non lo diresti. E’ un nonno felice e un patriarca fiero, ma è soprattutto un uomo impegnato nel sociale al fianco e al sostegno di altri non vedenti ed ipovedenti, cui ha dedicato non solo la sua vita, ma anche questo libro intriso d’emozione. Come ci conferma lui stesso in queste brevi pagine, l’idea del libro lo ha aiutato a mettere mano ad una serie intricata di spiacevoli ricordi che, senza la retorica impersonale che un cronista adotterebbe per narrare un fatto, si carica di nostalgia e consapevolezza che il rifiuto della luce non è mai giunto veramente, ma che la luce stessa si è irradiata su di lui da quel giorno maledetto in avanti, per non abbandonarlo mai più.»

Adg.

20 dicembre 2008

I roghi delle Streghe – Saggio

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio

Ed ecco qui un altro volumetto Caravaggio Editore.
Agile, tascabile, economico. Forse non proprio quel che si dice una ricognizione approfondita di un argomento piuttosto esteso, praticato già in centinaia di forme ma pur sempre d’impatto e attrattiva, ma comunque un testo chiaro e logico.


Ecco la mia recensione stilata per Bookland.



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Titolo: I roghi delle Streghe
Autore: Alessandra Micheli
Editore: Caravaggio Editore
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Dissertatio
ISBN 9788895437125
Pagine: 72



I Roghi delle Streghe è l’agile volumetto di Alessandra Micheli, scritto in forma snella e senza complicazioni retoriche, per dare lo spunto alla riflessione circa l’olocausto delle streghe in secoli non lontani da noi e dalla nostra attenzione. La Micheli più che affrontare il problema nella sua complessità, cerca di tracciare una serie di punti fondamentali in un quadro nient’affatto elementare, rintracciando non solo le origini del “male” che coinvolse migliaia di donne e sulle cui motivazioni ancora ci s’interroga, ma anche e soprattutto suggerendoci chi in verità fossero le cosiddette streghe e cosa facessero. Questa disquisizione, pur senza palesare completezza, è filosoficamente vicina ad una annosa risposta: il male che travolse le povere e ignare vittime dell’ignoranza altrui, non era altro che il frutto del rigetto del sacro femminino. Nel mondo tutto ciò che è forza e potere è incarnato nell’elemento maschile; a questo però corrisponde anche la capacità di ingenerare guerre, morte e distruzione, di contro alla forza generatrice e rigeneratrice della donna, madre di tutte le creature. E’ infatti plausibile basarsi più su questioni di carattere antropologico che di carattere storico, poiché in ogni epoca la donna è stata oggetto – e lo è ancora oggi – di discriminazioni per via di una presunta minorità. Ma la Micheli, come del resto gli studi sulla comparatistica e gli studi femministi e post-femministi, sono più inclini a rintracciare il vero nodo della questione proprio laddove s’ingenerano il pregiudizio e la paura. Il lato femminile delle cose è il lato che riappacifica il mondo con le forze benigne e che del resto ammansisce il maligno – ricordiamoci che la Madonna schiacciò la testa del serpente… – ma l’ignoranza  è il timore dello svilimento e dello smascheramento dell’incapacità maschile – nel senso più ampio del termine – di dominare quelle forze che invece la donna gestisce con naturalezza – non dimentichiamoci che la donna raccoglie il suo seme certo, ma contiene in sé il substrato fertile per crescerlo e nutrirlo e sopporta i dolori del parto, rimettendo al mondo lo stesso uomo che la teme.

La Micheli dunque ci prospetta da un lato la questione etica e naturale dell’intolleranza per questo femminino che genera senza farsi generare e dominare, e dall’altro ci racconta in breve chi erano le streghe e come si concretizzarono gli attacchi nei loro confronti. Sciamane, guaritrici, levatrici, erboriste, queste donne erano in contatto con la natura e conoscevano l’uso delle droghe, preparavano rimedi medicamentosi e aiutavano ad alleviare i dolori del parto. Erano più preparate dei medici sull’anatomia umana ed anche molto più brave, perchè studiavano alla scuola della natura tutto ciò che c’era da imparare ed erano sprovviste di velleità retoriche utili solo agli accademici che in segreto le odiavano e le invidiavano.

Saggio breve, significativo, che ci dà il “la” per altre ricerche e altre considerazioni.

Adg

20 dicembre 2008

La mia Vita in una Scatola di Biscotti

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: La mia vita in una scatola di biscotti
Autore: Eva Russo
Editore: Caravaggio Editore
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Narratio
ISBN-13: 9788895437217
Pagine: 47

La vita… è davvero come una scatola di biscotti? O erano cioccolatini?


L’unica cosa certa è che alle volte bisogna assaggiarne più d’uno per capire come andrà a finire. Altro giro altra corsa, altro libro della mia libreria personale, altre impressioni messe su carta.
Questa volta un romanzo breve dai toni pacati.


Ho curato l’editing per Eva Russo ed ho acquisito una amica straordinaria. Nessuna parzialità nei suoi confronti. Ho scoperto che persona è leggendola. Prima non sapevamo l’una dell’esistenza dell’altra.


Romanzo dai toni garbati eppure modulato sulle morbide e a volte stridule note di una voce femminile che cerca il suo Io nell’aroma di ricordi lontani, ma vividi e presenti. Una scatola quale metafora della vita, un contenitore di idee e sogni, di amore e speranze, sentimenti e passioni. Cercare nella scatola per scovare qualcosa, è come immergere la mano nello specchio del tempo per vedere cosa si può trarre dal proprio riflesso. Perché – e qui sta una delle lezioni che l’autrice/narratrice impartisce – è conoscendo bene ciò che è stato, che è possibile affrontare tutto quello che è e che probabilmente sarà.

Opera vincitrice del Primo Posto Assoluto nella Collana Narratio – Concorso Adamantes 2007.

« Un romanzo che si contraddistingue per il particolare e sentito tocco femminile, ma lungi dal voler esplorare aree intime della propria natura, l’Autrice si accinge ad esplorare momenti ben precisi riguardanti la sua vita a due, con la prospettiva di essere presto in tre. Un racconto breve ma potente nella sua aura di domestica e trasognata semplicità. Il sospiro dei ricordi di una donna alle prese con un trasloco che poi non è solo un semplice cambiamento di domicilio, e l’incontro con pezzi di passato sapientemente scelti e conservati sul fondo di una scatola di biscotti che si fa scatola delle rimembranze, scatola delle speranze e scatola della coscienza… La coscienza d’aver saputo guardare indietro per aver conferma del punto in cui s’è giunti e di quello che si sta ormai raggiungendo. »

Adg.

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