Le frequenze dell’anima

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio


Titolo: Le frequenze dell’anima
Autore: Scriboni Paolo
Editore: Cinquemarzo
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Erato
ISBN: 8895854071
Pagine: 82

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Ne Le Frequenze dell’Anima ci si sintonizza sulla necessità d’ascolto e risposte che utenti comuni – spesso solo spettatori della propria esistenza e privati della forza di reazione che si richiede davanti a necessità difficili e inaspettate – lasciano filtrare attraverso contatti radiofonici che sono forse richieste d’aiuto, sos da lanciare nell’etere in attesa di riscontro. Il Professore ascolta tutti e ribatte saggiamente, ma quello che evinciamo da questo volume all’apparenza bordato di eccessiva semplicità e probabilmente condotto con tiepida innocenza, è il naturale bisogno di vicinanza, di colmare per lo meno la sfera affettiva, di colmare per lo meno i bisogni dell’anima. Quando i conti non tornano, le incertezze si moltiplicano e la vita smette di sorridere – vuoi per pessime contingenze, vuoi per la propria incapacità di fronte all’ostacolo, vuoi per il timore di ammettere la propria fallibilità dinnanzi a forze che ci schiacciano e si fanno beffe di noi, che cadendo rotoliamo lasciando poca o nulla scia – la prossimità è l’unica fonte di luce. Divisi si sta peggio, uniti si cerca riparo, si cerca un nesso, si cerca un perché. Le questioni dell’anima non sono solo riflessioni personali da condursi nell’intimità di un pensatoio domestico, ma sono le questioni centrali di un libro modulato sulla frequenza di Radiostop e sulla frequenza di tanti cuori in affanno. La tenerezza della mano di Scriboni, la docilità con la quale ammaestra stati d’animo comuni spesso dolorosi, spesso in sosta sulle nostre bocche ma mai in grado di venir fuori per pudore, per irragionevolezza, per il troppo mal di vivere, sono gli ingredienti di questo libro che al di là di una probabile – ma forse anche plausibile – incoscienza della grandezza di ciò che si tenta di ammaestrare, ci spinge alla riflessione e alla comunanza. Affinché il mal comune prema meno, è necessario abbracciarlo e aver sempre a mente che tutti hanno frequenze dell’anima da ascoltare e che il vero torto sarebbe non ascoltarle.

Adg.

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