Uomini, Donne e Manichini

Recensione a cura di Alessandra Di Gregorio

uomini-donne-e-manichini1
Titolo: Uomini, donne & manichini.
Autore: M. Rosaria Calamita
Editore: Caravaggio Editore
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Fuori collana
ISBN: 889543708X
Pagine: 65

Uomini, Donne e Manichini è forse più di un semplice pamphlet e credo – e ciò è evidenziabile anche di fronte all’occhio meno allenato e alla coscienza meno sveglia – che l’Autrice non abbia ancora piena cognizione di quanto affermato in queste pagine intrise di denuncia e delusione. La Calamita affronta il costume odierno con la leggerezza linguistica e la bonaria pignoleria di chi è punto nel vivo da un fatto verificato in prima persona e purtroppo pesantemente sotto agli occhi di tutti – al punto da non destare quasi più preoccupazione ma da diventare un ulteriore sintomo della massificazione dei gusti popolari. Reduce dalla partecipazione al noto programma d’intrattenimento pomeridiano targato Maria De Filippi, la Calamita ne svela, senza velleità di persuasione né di scientificità, la trappola e il desolante fallo. Da qui l’osservazione scontata del lettore puntiglioso: il problema non è tanto poter avere sufficienti prove della banalità dei modelli proposti e avallati da taluni media, a discapito di altri più veritieri e concreti e sicuramente dal valore innegabile – che la nostra società a carattere tradizionale ha saputo mantenere e conservare a discapito di innovazioni provenienti da usi e costumi ritenuti meno nobili proprio perché provenienti dal modello televisivo – che una buona coscienza dovrebbe saper rintracciare nell’intricato mondo della socialità e del costume odierni, ma è forse riuscire a capire le ragioni per cui dover supplire alla mancanza di occupazione o di status sociali particolarmente rilevanti, nei modi fuorvianti e preordinati, scelti per noi da media tutto sommato impalpabili, che con la vita al di fuori da uno schermo hanno poco o nulla a che vedere. La Calamita affronta con spiccata verve, attraverso uno sguardo non disinteressato, il difficile mondo dello spettacolo e la ridicolaggine e faciloneria cui vengono sottoposte le ragazze “normali” che su quel palco imbellettate si presentano, in nome di una perfezione stereotipata e insalubre, in nome di una civetteria inutile e vacua, di un appiattimento dell’intelletto e dei gusti personali, predicando però – dopo l’esperienza concreta – una normalità sana e oltremodo non in contrasto coi modelli realmente praticabili. Tuttavia, anche giunti alla fine di questo libercolo, resta nel lettore la necessità di chiarificare sempre lo stesso punto: «bisogna davvero sperimentare il rifiuto di un palcoscenico notoriamente falso ed illusorio, prima di comprendere che le scorciatoie non portano a niente e che i modelli proposti dalla televisione, oggi più che mai, servono solo ad imbonire spettatori e figuranti facili a cadere nel dimenticatoio?»

Adg.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: