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18 gennaio 2009

Le Parole del Buio

Un libro per donne coraggiose.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio

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Titolo: Le parole del buio
Autore: Luini M. Giovanna
Editore: Creativa
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Piccole storie
ISBN: 888984129X
ISBN-13: 9788889841297
Pagine: 95

Leggere MariaGiovanna è stato un colpo al cuore. Lo dico quasi vergognandomi di quello che m’è passato per la mente, quasi preoccupandomi d’esser stata beccata con le mani nella marmellata o spiata dall’occhio del Grande Fratello in un atto privato che non è bene mandare in fascia protetta per non ferire il buongusto degli italiani. Poi mi sono resa conto che la sua Silvia è ognuna di noi, non sono solo io o forse non sono io del tutto. Silvia è in ogni donna troppo piccola in un corpo troppo grande, in un corpo che vive immerso nella narcosi più totale – e la cosa peggiore è che la narcosi è spesso una scelta, una manovra difensiva all’apparenza non necessaria ma poi contingente e schiacciante – e va rivitalizzato a suon di morsi e di sberle; sberle emotive, sberle carnali, sberle di quelle che ti fanno girare violentemente la testa.

Silvia vive la sua vita con una penna in mano, poi un giorno schiaccia un tasto di troppo e le scoppia in faccia una realtà suadente, oleosa e invitante. La realtà di chi si sente senza provarsi, una realtà di cui si può diventare facili schiavi di se stessi e di un’idea che poi non esiste. La realtà, a ben guardare, ha un altro odore; un odore pungente di una novità che fa presto ad invecchiare e a farsi amara, triste, sconfortante, dolorosa e – tanto per non risparmiarsi mai nulla – umiliante. Sì perché alla fine dei conti l’umiliazione è quella che ci dà la forza – ma quale tipo di forza poi? – di rimetterci in piedi, o forse solo quella che ci annuncia che la fine è imminente e vicina e che forse sarà meglio continuare a stare lontani da una tastiera calda nel cuore di una notte che scotta.

Il libro Le Parole del Buio ci mette di fronte ad una verità sacrosanta: il dolore è tanto evitabile che inevitabile, ma forse solo quello potenzialmente evitabile riesce a fornirci la chiave per una trasformazione, il pass per uno stato di grazia improvvisa e poi di abbandono e cedimento fraudolenti, perché l’amore è un potenziale dramma e una potenziale sconfitta, ma amore non fa mai veramente rima con una relazione né s’apparenta alla nozione comune di felicità; l’amore spesso se ne va per i fatti suoi e la difficoltà maggiore è capire che quando ci facciamo del male gratuito, in verità stiamo solo cercando nei modi sbagliati la giustificazione a delle ragioni più che giuste. Amare ed essere riamati, toccare ed essere toccati. Toccati dentro, toccati a fondo. Silvia non aveva veramente bisogno dell’amore di un chirurgo, ma solo di un meccanico che le aggiustasse il cuore. Stare tanto male per molto tempo non vuol dire dover per forza soccombere sotto al peso del proprio fallimento; alle volte vuol solo dire avere il coraggio di affrontarsi e di prendersi per quello che si è – principalmente vittime di se stessi, prima che degli altri, vittime di bisogni così radicati e inevitabili che ci si deve prima sporcare abbondantemente di fango per tornare brillanti.

La Luini è straordinaria, dolorosa, intima, carezzevole, delicata, carnale, intensa. Un libro che va preso letteralmente a morsi e masticato lentamente. Splendido connubio con Edizioni Creativa.

Adg.

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