Credevo bastasse amare

ringrazio Alessio Masciulli per l’amicizia ideale che ci lega.

NOTA:

Il libro di Alessio Masciulli è autobiografico e doloroso. I fatti narrati, personalmente li conosco in parte, perché si sono verificati nella mia città e hanno per protagonista Silvia, una persona meravigliosa che conoscevo anche io.

Adg.


recensione a cura di Angela Zerbini

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Titolo: Credevo bastasse amare
Autore: Alessio Masciulli
Editore: Falco
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: narrativa
ISBN: 978-88-89848-67-8
Pagine: 199

Il 24 luglio 1995 inizia la storia d’amore di due persone comuni destinate ad un epilogo poco comune: Alessio e Silvia. Il 25 maggio 2006 la vita di Silvia viene inaspettatamente rubata e la tragedia investe una città intera e il cuore di molti. Alessio rivive le vicende di questi undici anni con un trasporto  che lascia a bocca aperta. Il loro primo incontro, il loro primo bacio, la prima volta che hanno fatto l’amore, la gita a Calascio e a Stiffe, la chiamata alle Armi. Lo stile  dell’Autore è essenziale, sobrio, semplice, a volte un po’ troppo ingenuo ma mai fuori dalle righe o spiacevole. Una storia che inevitabilmente commuove, che ti distrugge e ti ricompone pian piano nel corso della lettura. Molti i momenti di sconforto e di solitudine, di disperazione e di illusione.

Il 26 maggio ecco arrivare il primo segnale di Silvia, così come ci dice l’Autore intenzionato a tentare di rifarsi un’esistenza: una e-mail di Manuela, colei che lo aiuterà in questo periodo buio. Le cose in verità non vanno nel verso giusto e mentre Alessio è sempre più preso da Manuela, lei riesce ad offrirgli solo un’amicizia speciale. Fatta di baci rubati, false carezze, litigi, fraintendimenti, ma non amore – quell’amore che Alessio vorrebbe e che cerca di dimostrarle in tutti i modi, anche partendo dall’Abruzzo per arrivare in Friuli in moto, soltanto per un suo bacio. Manuela non apprezza il folle gesto e come una novella Penelope distrugge la tela di illusioni che Alessio aveva debolmente costruito per una necessità che era in fondo solo un tentativo disperato di salvezza dal baratro. La storia prosegue senza grandi svolte, solo molti sms (ben 9934), ai quali Manuela risponderà sempre meno e con frasi di circostanza che evidenzieranno la povertà di un rapporto che forse era solo una trappola emotiva che altro. Manuela ha però un altro uomo – e ironia della sorte un altro Alessio, dirigente di un’industria farmaceutica a Milano – e quando ormai tutto sembrava perso per sempre, ecco arrivare il secondo segnale di Silvia. L’uscita di scena di Manuela. Ora Alessio saprà andare avanti da solo, è cresciuto, ha tanti amici su cui contare, è un uomo razionale, è un uomo nuovo, è l’uomo che Silvia avrebbe voluto che diventasse. Silvia vivrà sempre in lui, vivrà nelle farfalle, vivrà nei girasoli piantati con cura da Nino nel giardino di casa sua, nei fuochi d’artificio, nella magica atmosfera del Natale, nel sorriso di un bimbo, negli occhi stanchi di un mendicante che accetta con stupore un pasto caldo da una mano amica; vivrà nel sole, nel mare, nel cielo e in tutta la terra che disperderà la sua grande voglia di fare del bene a tutti coloro che, impazienti, lo aspettano.

Ancora una volta egli troverà la forza di reagire, di rimettersi in sella alla sua moto e ripartire alla ricerca della felicità, anche se questa volta senza la sua principessa. Emozione, paura, coraggio, rivincita, queste solo le uniche parole per descrivere il progetto letterario di questo neofita che si affaccia, con una semplicità disarmante, al mondo della scrittura. I fatti vengono narrati da una voce fuori campo che altri non è che l’Autore stesso, l’Alessio coprotagonista della storia. La narrazione è fluida, lineare; passato e presente si intrecciano, si fondono, spesso il primo lotta col secondo, lo fa a pezzi e ne espone, vincente, i resti. Il futuro sembra molto lontano ma non può non esserci; forse sarà incerto come un contratto interinale, sarà triste e insensato perché quel vuoto non sarà colmato subito, ma deve esserci. Alessio tornerà a vivere. Alessio, soprattutto, tornerà ad amare perché la vita non è mai inutile e vale sempre la pena.

«La vita non è inutile: basta un po’ di ottimismo!» (cit.)

Angela Zerbini

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2 Responses to “Credevo bastasse amare”

  1. alessio carissimo complimenti ho appena letto la trama e mi e’ piaciuta molto aquistero subito il libro .

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