Neo Edizioni

Oggi parliamo con Neo Edizioni, che ringrazio per essersi prestati.

—————————- intervista a cura di Alessandra Di Gregorio.

A: Fare l’editore oggi. Perché? Come sei giunto a questa attività imprenditoriale e intellettuale così complessa?

Potremmo imputare la causa della nostra decisione ad una smodata passione per la letteratura oppure all’amore per tutto ciò che concerne il lavoro intellettuale dell’uomo o, infine, alla voglia di confrontarsi con un mondo così affascinante cercando di agire sulle sue regole dall’interno. Tutte cose verissime, tra l’altro. La verità, però, è che non ci siamo mai posti la domanda. Veniamo da due percorsi formativi diversi: Francesco Coscioni, esperto di marketing e comunicazione; Angelantonio Biasella, giornalista con velleità letterarie e trascorsi nell’editoria. Quando le nostre strade si sono incontrate è stato naturale che andassero in questa direzione.

A: Fare l’editore. Criteri e scelte per una linea editoriale. Come ti muovi nella tua quotidiana azione di scouting?

La linea editoriale è il marchio di fabbrica della nostra casa editrice. E’ una promessa che facciamo preventivamente ai lettori. Ed è una promessa che va mantenuta per evitare che il lettore si disaffezioni. La nostra, in particolare, è frutto di uno studio accurato del mercato e del nostro gusto in fatto di letteratura. Amiamo gli autori capaci di osare incondizionatamente, di trascendere la pacatezza del panorama editoriale italiano, di scardinare ogni regola imposta dominando, però, sempre e comunque lo strumento narrativo.

Per quanto riguarda lo scouting, ci muoviamo su più fronti. Inutile dire che è più facile trovare nomi interessanti sulle riviste specializzate o nei premi letterari. Lì c’è già stata un’azione di filtro da parte di giurati o redattori. Sarebbe infruttuoso, però, precludersi le possibilità della rete. Dedichiamo molto tempo, quindi, alla lettura di blog e portali che si occupano di scrittura a tutti i livelli.

A: Fare l’editore. In che modo? (non a livello burocratico ma a livello tuo personale, metodi, risorse emotive e quant’altro.) La tua linea di condotta (anche morale) e il tuo pensiero.

Non vediamo il nostro lavoro come una missione. Ci limitiamo a farlo con entusiasmo e divertimento. Lo facciamo proponendo testi che ci piacciono ed avendo sempre a mente la dignità dei nostri autori e dei lettori. La cosa che ci preme maggiormente è dimostrare la possibilità di un’alternativa alla produzione letteraria convenzionale. Un’alternativa capace di maturare una letteratura priva di dettami e condizionamenti, di ipocrisie e riverenze, di tradizionalismi e prudenza. Un’alternativa che, al contempo, sia credibile, di qualità e con una giusta capacità di penetrazione nel mercato editoriale.

A: Come nasce la tua casa editrice e dove si colloca nel panorama dell’editoria italiana?

La Neo Edizioni nasce senza epidurale in un ambulatorio di fortuna tra le mani di un’ostetrica grassoccia ma che, di certo, sa il fatto suo. A parte gli scherzi, nasciamo dopo una gestazione piuttosto articolata e dopo aver frequentato corsi di specializzazione nella materia che ci riguarda. Non cerchiamo una nicchia in cui rintanarci. La nostra linea editoriale, anche se molto specifica, abbraccia uno spettro piuttosto ampio di possibilità narrative. Per farvi un’idea, potete dare un’occhiata qui: http://www.neoedizioni.it/neo/linea-editoriale/


A: Quali sinergie vengono impiegate per creare un libro: rapporto di pre e post pubblicazione tra autore, editore e addetti alla consulenza editoriale, per quanto concerne la tua esperienza.

Siamo per l’editoria pura. Non chiediamo alcun tipo di contributo da parte degli autori. Scommettiamo sui lavori in cui crediamo e lo facciamo di tasca nostra. Seguiamo gli autori in tutta la fase di editing. Il volume pubblicato è il prodotto finale di un lungo lavoro di contrattazione tra l’editore, l’autore, il grafico e l’impaginatore. Per le fasi di selezione, correzione bozze ed il lavoro di editing vero e proprio non ci appoggiamo a nessun collaboratore esterno. Ci fidiamo solo dei nostri gusti e del nostro giudizio.

A: Spiegaci la filiera del libro. Cosa accade dopo aver ottenuto il “prodotto” libro? Cosa fa l’editore per metterci a conoscenza dell’esistenza di un’opera?

La pubblicazione è solo una tappa della filiera libraria. Il lavoro vero e proprio inizia dopo aver scaricato quintali di libri nel tuo magazzino. Bisogna rendere visibile il titolo. Di qui la necessità di un ufficio stampa piuttosto coriaceo che si sappia muovere su più fronti. Partecipare ad eventi, fiere del libro, incontri culturali, organizzare letture, marcare stretto stampa (cartacea e online), radio ed emittenti televisive, tenere d’occhio i distributori e coltivare i rapporti coi singoli librai. Sono questi ultimi che mettono in mostra il titolo, che lo consigliano e che, in definitiva, determinano il suo destino.

A: Il primo libro che hai pubblicato?

Un’antologia di AA.VV. in cui 18 autori di tutta la penisola rivisitano le fiabe della cultura classica. Il volume, dalla bislacca intitolazione “E morirono tutti felici e contenti” nasce da due esigenze fondamentali. Da una parte, la volontà dell’editore di confrontarsi con un immaginario fortemente radicato nella cultura popolare; dall’altra, la necessità di creare un contenitore in cui la diversità e l’intraprendenza della giovane narrativa italiana potessero sentirsi a proprio agio. Da qui l’idea di un’antologia coraggiosa.

Sono le fiabe che tutti conosciamo, riscritte però a partire da uno sguardo nuovo, da una memoria nuova. Una memoria che va costruendosi sotto i nostri occhi e che modella un nuovo immaginario collettivo, dove la Piccola Fiammiferaia è una prostituta grassa e indifesa, dove Cenerentola è un’adolescente smarrita in una Milano assopita nel caldo estivo, dove Aladino diventa “il genio dei disperati”, dove Pollicino è la vittima di un sistema che vorrebbe dimenticarlo.

Ogni autore, invitato a non porsi limiti di stile, di registro e di sconsideratezza, offre una personalissima versione di una fiaba. Il risultato è una raccolta di racconti autonomi capaci di andare oltre le fiabe che li hanno ispirati. Abbiamo, in sostanza, reso fiabe classiche rispondenti a canoni nuovi, ad esigenze linguistiche e di morale adatte ai giorni nostri. Racconti ironici, sarcastici, grotteschi, amari, esilaranti. Racconti che dissacrano passato, presente e futuro e che portano a paradossi inattesi. Racconti che inducono a contrarsi amaramente sfoggiando un radioso sorriso sulle labbra.

Un primo titolo che marchia a fuoco la Neo Edizioni e ne delinea, senza possibilità di redenzione, la strategia futura.

A: Il tuo rapporto personale con gli Autori e con gli Esordienti in particolare.

Gli autori sono amici con cui condividere un cammino. Abbiamo un rapporto paritario con loro. Ne condividiamo le aspettative e cerchiamo di sobbarcarci le loro pene. Gli esordienti, invece, sono come pargoli. Vanno amati e protetti.

A: Quale libro ti piacerebbe aver editato, tra quelli presenti nel vasto panorama delle pubblicazioni italiane?

Tempo fa avremmo detto “Le particelle elementari” di Michel Houellebecq. Oggi diremmo lo stesso ma con l’aggiunta di “Trilogia della città di K.” Di Agota Kristof e “Cecità” di José Saramago. Il Motivo? Perché sono tutti romanzi coraggiosi, universali, coinvolgenti, destabilizzanti e scritti da paura.

A: Tre consigli per chi scrive: cosa diresti ad un giovane in cerca di editore.

Non scoraggiarsi ai primi rifiuti.

Diffidare dell’editoria a pagamento.

Non porsi limiti e scrivere cose sincere.

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