Archive for febbraio 9th, 2009

9 febbraio 2009

Uomini e amori gioie e dolori


Grazie a Damiano e alla Ibiskos per la cortesia.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Uomini e amori gioie e dolori
Autore: Mazzotti Damiano
Editore: Ibiskos Editrice Risolo
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Minimal
ISBN: 8854604305
ISBN-13: 9788854604308
Pagine: 148

L’agile volume di Mazzotti è una sorta di manuale estemporaneo e svagato, che tratta di  messaggistica veloce e di cosa in particolare si scrivono gli utenti della telefonia mobile e in che modo si dicono le cose che poi spesso conservano o addirittura trascrivono. Lungi dal porsi come uno studio oggettivo o dal rivendicare alcun tipo di scienfiticità, si pone ai lettori con l’intento di veicolare un messaggio a metà tra il ludico e l’ingenuo, procedendo con la rivisitazione spesso ai limiti della stramberia – ma sempre con tocco naif, divertito e dinoccolato – di citazioni note e meno note di letterati e pensatori. Linguisticamente il testo non è sempre ineccepibile (e non ci riferiamo alla trascrizione degli sms presi così come sono stati inviati e ricevuti) e sovente si è portati, un po’ perdendosi nei meandri di una diaristica che, seppur divertente, può lasciare interdetto il lettore, a chiedersi l’utilità vera di quanto riportato. Lo scopo dell’Autore non è sempre chiaro perché il fil rouge è più labile di quello che si potrebbe pensare soffermandosi unicamente sulla presentazione del libro, nonostante l’estrema semplicità del dettato e la variegata presenza di chiarimenti. Vengono accavallate tematiche e concetti mai approfonditi come si vorrebbe – o dovrebbe – e il tono generale risente di una sorta di approssimazione che ci toglie molto del piacere che invece, per controparte, abbiamo provato dilettandoci con la lettura degli sms e le possibili intrepretazioni – in chiave di volta in volta diversa – che vengono date a questi “capitoli” di vita comune. L’Autore fa un preciso omaggio ad un mezzo espressivo nuovo e dinamico, con l’opinione – con cui ogni linguista e italianista può dirsi concorde – che l’utilizzo di tale mezzo – che si serve di un linguaggio settoriale in cui s’inframezzano tanto l’uso delle icone create con la combinazione di lettere e segni di punteggiatura, tanto l’uso di abbreviazioni codificate e quindi unanimemente riconosciute – non apporti danno alla lingua madre del paese che la pratica, ma stia solo ad evidenziare la strada che essa concretamente prende e le evoluzioni possibili, di una parte – tra le tante – della lingua da noi scritta e parlata.

Adg.

9 febbraio 2009

Telepatia con i deceduti


Ringrazio Eduardo della pazienza e della simpatia.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Telepatia con i deceduti
Autore: Vitolo Eduardo
Editore: Ibiskos Editrice Risolo
Data di Pubblicazione: 2007
Collana: Minimal
ISBN: 8854603937
ISBN-13: 9788854603936
Pagine: 42

Telepatia con i deceduti è il romanzo di Eduardo Vitolo, inserito nella collana Minimal della Ibiskos Risolo, casa editrice di Empoli. Romanzo estremamente breve, modulato sul racconto di episodi della vita della giovane Anna, una ragazza con doti medianiche che la mettono in comunicazione coi morti, alle prese con un reporter, una misteriosa casa disabitata e un’ombra improvvisamente destata dalla loro presenza nella solitaria abitazione. L’Autore ripercorre così tanto la storia della donna che quella della casa, portando alla luce verità nascoste e ricordi sopiti. Anna in particolare attrae la nostra attenzione. Nel delinearla l’Autore alterna descrizione somatica a stati d’animo e psichici, ma si nota più di un accenno di raffigurazione un po’ troppo stereotipa rispetto al tratteggio profondo e circostanziato che ci si sarebbe aspettati durante il trattamento di una personalità così complessa come quella di Anna. Le sue doti e la sua difficoltà nel viverle ed accettarle dovrebbero essere il punto centrale del discorso – assieme ovviamente al tema cardine dell’incontro con l’anima randagia infestante l’antica villa – ma spesso il narrato presenta ingenuità tanto linguistiche che d’intreccio, e si perde – involontariamente – la tensione necessaria; non si alimenta altresì a sufficienza l’aspettativa del lettore né il giusto grado di mistero e pathos che da un simile racconto ci si aspetterebbe, e presumo ciò avvenga anche per via della forma snella dell’elaborato, che rimanda a certo filone gotico o del mistero, di marca anglosassone sette – ottocentesca, in cui la trama si presenta piuttosto snella e l’approfondimento tanto dei personaggi, che dell’intreccio, non è contemplato sin dal principio. Vitolo però periodicamente apre dei piacevoli sprazzi che rendono il dettato fruibile e conducono per mano il lettore sino ad una conclusione che scatenerà il nostro raccapriccio e ci farà dire che sì, valeva la pena soffermarsi su questa lettura che ci darà, per bocca del Maresciallo dei Carabinieri accorso sul posto, una risposta nient’affatto banale, ad un quesito che assilla da sempre tutti: «è possibile parlare con i morti?».

Adg.

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