Il caso Rykov

Si ringrazia Nottetempo Edizioni.

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Titolo: Il caso Rykov (dal nostro corrispondente)
Autore: Cechov Anton
Curato da: Malcovati F.
Traduttore: Vassena R.
Editore: Nottetempo
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: Gransassi
ISBN: 8874521901
ISBN-13: 9788874521906
Pagine: 119

Il caso Rykov è un volumetto di narrativa straniera particolarmente interessante – per il significato che può rivestire oggi una letteratura antica di più d’un secolo ma attuale come non mai – pubblicato da Nottetempo Edizioni e appena uscito in libreria. È la traduzione di un insolito testo di Cechov che – come prospetta lo stesso Malcovati che ne cura l’edizione tradotta da Raffaella Vessena – ha nelle sue linee tematiche di riferimento similitudini molto spiccate con alcuni fatti della cronaca giudiziaria ed economica italiana degli ultimi anni, al punto da lasciare quasi basiti e perplessi – non tanto per la similitudine in sé, che può starci, quanto piuttosto per il problema della disuguaglianza sociale fraudolenta, che non accenna a spegnersi (e forse mai lo farà).

Il libro è la risultante del talento letterario e giornalistico di un Cechov come non l’abbiamo mai letto. Siamo all’altezza della fine del 1884 e il giovane scrittore è corrispondente in qualità di reporter per la Gazzetta di San Pietroburgo, all’indomani dell’inizio del processo per bancarotta fraudolenta intentato contro Rykov – equiparato non a torto al nostro Tanzi, e responsabile di un fatto increscioso che all’epoca fece vittime e scalpore come negli ultimi anni ne ha fatto da noi il crack della Parmalat. Lo scrittore era poco più che uno squattrinato ventiquattrenne di belle speranze all’epoca, che viveva in ristrettezze e collaborava con un umorista molto quotato – tal Lejkin, col quale collaborerà lungamente – scrivendo per lui racconti brevi e brevissimi improntati ad un umorismo da vignetta. L’idea iniziale, all’indomani della notizia dell’avvio del processo contro il direttore della banca della minuscola città di Skopin – che si era macchiato di ogni nefandezza che il raggiro finanziario sistematico di perfetti indifesi gli potesse permettere di perpetrare, unitamente ad una politica assolutamente improntata alla disuguaglianza, dell’allora sovrano dispotico Alessandro III – era quello di contribuire a ricordare l’evento con un feuilleton. Lejkin lo informa che alla Gazzetta vogliono invece una nota umoristica per ogni giorno del processo e seppure di umoristico ci sarebbe stato molto poco, Cechov, per altro sprovvisto di nozioni giuridiche ma con in tasca un accredito stampa per presenziare all’evento e la promessa di sette copeche a riga, diventa il corrispondente ufficiale del giornale e presenta, così come li vede, fatti nomi e persone, raccontando il processo passo dopo passo.

Il quadro storico che ne viene fuori è il ritratto di una società che fa leva sulla corruzione e il malgoverno pur di compiere la ruberia più bieca nei confronti di un popolo ridotto alla fame, che sconta ora il pegno di un capitalismo spregiudicato con la perdita ingente di capitale e fiducia, e domani col doversi sobbarcare la povertà stessa di un Paese che sarà poi tutto da rimettere in piedi per il semplice fatto di non essersi mai curato di non procurarsi da sé le grandi ferite che sappiamo.

Alessandra Di Gregorio.

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