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20 marzo 2009

Cuore di diavolo

Ringrazio Prospettiva Editrice per i suoi volumi e la collaboraiozne.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

cuore-di-diavolo

Titolo: Cuore di diavolo
Autore: Balzarro Ferdinando
Editore: Prospettiva Editrice
Data di Pubblicazione: 2007
Collana: Lettere
ISBN: 8874184689
ISBN-13: 9788874184682
Pagine: 95

Cuore di diavolo è un romanzo cinico e disinibito il giusto. Lui e lei si alternano alla narrazione giocando al racconto diaristico, intimo e sfacciato, del chi-dove-come-quando-perché nasce una attrazione che merita il biasimo della Civiltà perbene e decreta il disamore delle persone per le strutture affettive consolidate dalla Società e accettate nel tempo.

Un uomo e una donna che diventano amanti non sono solo due sessi che si fondono; non è mai mera questione di rapporti fugaci da consumare. La grandezza dell’atto varia sensibilmente in base al grado di sicurezza di sé che le persone hanno. Quando due sono troppo realisti per farsi gabbare dall’amore così come ce l’hanno insegnato, subiscono una spinta che li tormenta dal fondo fino a portarli a valicare confini relazionali esplorabili principalmente col sesso. L’Autore va ben oltre la normale soglia d’indagine, e la disamina che fa dell’amore – tanto di quello corporale, che di quello ideale, lungimirante, imposto, codificato dai canoni, eccelso, libero, corale, spirituale e osceno – è spesso un pugno nello stomaco. Un uomo di mezz’età che s’invaghisce di una ragazza più giovane non è solo un fatto di costume o una macchia nera sul curriculum coniugale di molti mariti. L’Autore ci prospetta il fatto dal punto di vista di ambo gli amanti e di fronte a noi si dipanano due vite differenti e un senso di incompletezza che appartiene a tutti. Vengono smitizzati fatti e luoghi comuni della vita di coppia e al tempo stesso il disagio intero di una umanità piena di disamore. Consumate le voglie, persino il Natale non ha più senso. Il commercio dei beni di prima necessità – e tra questi l’amore – viene pesato e valutato e la difficoltà del lettore sta tutta nel dover fare i conti con la propria morale. Da una parte la morale imposta e fraudolenta di rapporti opacizzati, dall’altra la morale del non-avere-una-morale, che se da un lato allieta e rende liberi, al tempo stesso paga il pegno dell’assenza di legami saldi. La punteggiatura rarefatta rende la lettura difficoltosa, come a voler di proposito spingere il lettore ad uno sforzo essenziale a ponderare bene le parole e il senso di quanto esposto. Un romanzo che invita alla riflessione sui rapporti umani e sui legami sentimentali.

Alessandra Di Gregorio.

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20 marzo 2009

Prodigi

Ringrazio Gattogrigio Editore per l’impegno profuso nella diffusione della conoscenza e del sapere letterario e poetico.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

prodigi

Titolo: Prodigi
Autore: Lando
Editore: Gattogrigioeditore
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: I sampietrini
ISBN: 8896314097
ISBN-13: 9788896314098
Pagine: 86

I versi di Lando ci riportano indietro di diversi decenni, quando all’epoca del periodo a cavallo tra le due Guerre, l’Italia era ancora – e pienamente – un popolo di Santi, Poeti e Navigatori. Ovviamente in questa sede ci interessano di più i Poeti e ci troviamo quasi in soggezione a dover fare una doverosa ammissione – che, lungi dal voler celebrare in maniera fine a se stessa il volumetto di Gattogrigio Editore, mira ad una considerazione fugace, relativamente all’annosa domanda “ma che fine hanno fatto i poeti italiani?” – riguardo all’arte poetica praticata da questo oscuro – quanto a natali, dati anagrafici o altro – poeta contemporaneo.

Lando è poeta del verso pieno e rapido all’italiana. La sua superiorità si esplica in un dettato essenziale, colloquiale, quotidiano, realistico. Gli afflati lirici vengono offuscati volontariamente dal tracciato morbido ma strutturato. La tematica amorosa si abbraccia alla satira mordace, una ironia che strappa sorrisi, uno sguardo all’esistenza e particolarmente alle donne – o alla donna – di cui canta le forme mescendo sentimentalismo e atto pratico.

In sede introduttiva Lando viene accostato all’ultimo Montale e noi, in sede di rielaborazione del pensiero post lettura, non possiamo che trovarci in accordo con Fabio Alessandria.

Alessandra Di Gregorio

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