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22 marzo 2009

Nero, l’inchiostro

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

nero-linchiostro

Titolo: Nero, l’inchiostro
Autore: Barcellandi Fabio
Editore: Montag
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Solaris
ISBN: 8895478363
ISBN-13: 9788895478364
Pagine: 66

Il testo di Barcellandi, con prefazione di Beppe Costa, è una silloge poetica incentrata sul tema della morte. Considerazioni snelle, versi lesti, riflessioni concise, analisi mordace, al limite estremo della secchezza. La morte vista nelle sue plurime valenze di consolazione, desolazione, separazione, distacco, ansia, condanna, certezza.

L’Autore contrappone le diverse istanze della considerazione sul tema, a tutto ciò che è vita e che in vita è possibile fare. La sensazione che ci lascia è relativa al fatto che la vita stessa appare il più delle volte come mero e dovuto – quando non addirittura coscientemente compreso – passaggio obbligato che unicamente traghetta, che sostanzialmente non dà nulla e forse spesso toglie, e che veicola una morte che non è perdita ma ricompensa e consolazione.

Interessanti le riflessioni sulla speranza e la disperazione. L’uomo è veramente colto impreparato o vive affrontando l’idea della fine? La vita è cosa vana, tutto un rincorrersi di rese e un perder diottrie, inevitabile tanto quanto la morte, o il momento che decreta che l’uomo non è solo impegnato ad occupare uno spazio breve prima della dipartita?

L’Autore afferma: «in vita tornerai ritorni sempre» «accorgersi di non aver bisogno di un corpo per ricordarsi di essere stati vivi».

Adg.

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