Alessandra Di Gregorio

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Caterina Armentano intervista Alessandra Di Gregorio, alias Scrittura Informa.

1.      Quando è nata “Scrittura Informa” e perché l’hai voluta nominare così?

Scrittura Informa nasce a dicembre 2008, all’indomani di una seria considerazione riguardo a quello che volevo fare del “mezzo” scrittura dalla mia prospettiva (minuscola) di addetta ai lavori. Mi infastidisce chi avalla finti scrittori, finta scrittura e finte recensioni. Allora è scattata l’idea di rendere “giustizia” a coloro che si impegnano in un settore sovraccarico di libri inutili. Fermo restando che il mio parere non ha validità universale e non ne vuole avere, la seconda molla è legata a quella serie di blog dedicati agli esordienti, in cui si è troppo presi a parlare di editoria (anche se l’editoria tout court non la conoscono in molti, e questo è un vero peccato) ma quanto a dedicarsi per davvero ai “prodotti” di quella stessa editoria (e particolarmente alla letteratura d’esordio), con l’atto semplice della lettura, manco a pensarci… Si chiama Scrittura Informa perché è questo l’obiettivo: informare circa la scrittura. Mettere da parte la mia stessa penna (o comunque non farne il mio unico cieco universo) per le penne altrui.

2.      Cosa ti ha spinta a dedicare il tuo tempo a un’impresa che richiede dedizione e pazienza?

L’avere obiettivi chiari in testa.

3.      Il tuo desiderio di diventare scrittrice ti ha in qualche modo spinta, convinta a intraprendere questo cammino?

Non desidero diventare scrittrice. Io sono scrittrice. Inedita, ma pur sempre scrittrice (le mie maestre elementari sono state le prime depositarie dei miei scritti). Riconosco troppo credito e valore alla scrittura per ritenerla mera questione editoriale. Scrittura Informa è invece dedicata ad altri come me (anche se spesso ci sono quelli che potrebbero benissimo evitare di umiliarsi pubblicando o pubblicandosi).

4.      Tra i libri che ti vengono recapitati quanti fatichi a leggere? Quanti di questi sono scritti da esordienti destinati a diventare veri scrittori?

I libri difficili non sono tantissimi. Di solito solo quelli scritti male o quelli pessimi e basta. Tuttavia, pur senza pretesa di onniscienza e giustezza, posso affermare che una percentuale piuttosto alta di autori tra le “mie” fila, ha talento da vendere.

5.      Puoi dire di aver trovato, fino a oggi, uno scrittore esordiente che ti ha smosso qualcosa dentro?

Sì, più di uno (per me sono scrittori. La specificazione “esordiente” non ha valore. Ha valore la penna).

6.      Quante ore dedichi a “Scrittura Informa”?

Leggo a tutte le ore del giorno e della notte. Lavorando nell’editoria e non avendo orari d’ufficio, l’equazione si fa da sé…

7.      Cos’è per te “Scrittura Informa”: una missione, una vocazione o un servizio a disposizione di un pubblico che necessita di una vetrina per mostrarsi?

Scrittura Informa è una missione in cui la mia vocazione personale è al servizio di quanti – aventi capacità o meno – abbisognano di una opinione, una pacca sulla spalla (o un poderoso scappellotto).

8.      Quali sono le prerogative di “Scrittura Informa”?

Leggere libri e parlarne per invitare altri a fare altrettanto. Scriviamo in troppi e dei nostri amici d’esordio non sappiamo niente.

9.      Cosa ti aspetti da questo blog? Cosa speri per il futuro di “Scrittura Informa”?

Spero di farne una rivista vera e propria.

10.     Con quale criterio scegli i libri da recensire?

Posso dirlo? Vado a naso. Sugli autori scelti personalmente – e anche sugli editori – finora non ho sbagliato mai. La prima impressione è stata ampiamente confermata. Molti degli autori candidatisi volontariamente, invece sono stati una pura delusione.

11.          Hai remore nei confronti di  coloro i quali hanno pubblicato a pagamento?

Ho una scala ideale di “remore”. Al primo posto stanno gli SCRITTORI FASULLI. A seguire tutto il resto, compreso il compromesso del pagamento. Quando leggo però, leggo e basta. L’eventuale biasimo o plauso per la scelta editoriale, resta una mia idea e non penso – salvo alcuni casi davvero eclatanti – specie per via dell’esperienza in qualità di lettrice e recensore, che possa diventare un “mio problema” curarmi del portafogli altrui. Se non lavorassi nell’editoria non saprei niente dei retroscena di un libro e lo comprerei ugualmente per leggerlo. Votandoci ad una cultura popolare abbiamo accettato la possibilità che la stessa venisse veicolata in modi intellettualmente discutibili (sapendo però che molto di quello che è pubblicato, pagamento o meno, con la cultura non ha a che fare, il problema dell’eventuale biasimo per taluni, per me non sussiste neanche). I grandi editori del passato hanno lasciato una eredità che nessuno ha colto, neppure chi quelle case editrici le manda avanti ancora adesso. L’intellettuale era una figura di rilievo in una società della cultura per pochi eletti. Oggi tutti vogliamo essere scrittori, ma anche molti di quelli che non pagano e pubblicano con le quotatissime major, non sono né scrittori né tanto meno intellettuali… quindi è davvero l’editoria a pagamento il vero problema? Anche qui l’equazione si fa da sé.

12.              Riesci sempre ad essere obiettiva e sincera anche quando un libro è davvero improponibile?

Sì, ma con eleganza. Sono propositiva e professionale (leggere per credermi sulla parola). Non potrei fare l’editor se non lo fossi.

13.           Il tuo blog è un po’ come un tam tam aborigeno che invia messaggi verso mete lontane quanto lontano riesce ad arriva in un mondo virtuale elastico e infinito?

Arriva lontano in base a quello che si intende per “lontano”. Ho al momento oltre sessanta autori e ventisei case editrici tra gli “amici” di Scrittura Informa. Questo comporta un passaparola dipendente da loro, in proporzione al gradimento, suppongo, ma comporta anche proposte di lavoro – stesso motivo. Per me questo è già molto “lontano” – e tutto con la sola forza di una connessione internet.

14.        Hai collaboratori che ti affiancano?

Per scelta personale al momento no. L’unica recensione non mia è stata fatta da una amica e collega, la Dottoressa Angela Zerbini, perché il testo in questione mi vedeva troppo coinvolta emotivamente dato che è basato su una storia reale di cui ero parziale testimone.

15.         Il tempo che dedichi al blog non toglie tempo e spazio alla tua vita personale? Non ti porta a delle rinunce?

Sono multitasking per necessità. Lavoro comunque nell’editoria e Scrittura Informa non è solo un blog. È anche un centro di pubbliche relazioni non indifferente per una persona sola. La dedizione è massima anche quando ho a che fare con dei seccatori/pessimi scribacchini.

16.        Se un giorno dovessi recensire “Scrittura Informa” cosa scriveresti?

Scriverei che è un blog contrario ai facili snobismi di chi tende a voltare le spalle a meritevoli e creativi di ogni specie, e agli isterismi di coloro che per il solo fatto di conoscere l’abc della lingua italiana credono di essere scrittori (e per giunta vorrebbero anche essere rassicurati in questo senso).

17.       Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto questo blog?

Il blog mi ha dato la possibilità di conoscere persone e scritture e al tempo stesso ha spersonalizzato la mia figura. Vengo vista come Scrittura Informa ovvero serbatoio di potenzialità per esordienti di ogni natura, ed entità da importunare con le più assurde richieste. Sono una persona, molto motivata, ma una persona.

18.          Quando hai deciso di aprire questo blog percepivi che sarebbe “cresciuto” in così breve tempo?

Mi sono data molto da fare, quindi sì, razionalmente mi aspettavo che Scrittura Informa crescesse in fretta. Emotivamente no.

19.        Giovane, dinamica, laureata e un lavoro per una casa editrice, numeri che dovrebbero condurre al successo… cos’è per  Alessandra Di Gregorio il successo? E’ lo stesso per “Scrittura Informa” o esistono due pesi e due misure tra la vita personale e il lavoro?

Il successo, in questo momento, è fare quello che più amo. Scrittura Informa ne fa parte ma è solo un aspetto. Volevo essere dove sono adesso già secoli fa. Quindi sono anche piuttosto in ritardo sulla tabella di marcia. L’esperienza lavorativo/hobbistica va a braccetto con quella privata – e credo che trattandosi del mondo delle lettere, per chi lo intende come lo intendo io, non possa essere diversamente.

20.  Affinché il blog funzioni necessita di una rete di collegamenti: erano basi che avevi già cementato oppure è stato il tempo a creare le opportunità adatte?

Il giorno 31 marzo 2008 ho fatto il mio ingresso nel mondo dell’editoria (il 13 marzo 2008 mi sono laureata), ma il mio desiderio di farne parte risale davvero alla cosiddetta “notte dei tempi”. Di fronte ad un universo multiforme e complesso come quello che ho coscientemente cominciato a frequentare – e alle difficoltà che ogni giovane trova post laurea al bivio tra la precarietà e la disoccupazione vera e propria – mi sono semplicemente data da fare. Darsi da fare in questo campo vuol dire fare molta ricerca attiva – non cercavo un editore per me in quanto autrice, cercavo persone con le quali lavorare e dalle quali apprendere; ciò è sintomatico di quanto io non abbia smanie di apparire a tutti i costi né “conflitti d’interesse”. Per me hanno parlato la naturale predisposizione alla comunicazione, la passione per qualcosa che non è solo un lavoro, e la scrittura stessa, testimonianza del lavoro svolto.

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