Paperback Writer

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Paperback Writer, piccolo gioiello di Massimiliano Chiamenti, appartiene alla collana economica di qualità “Sampietrini”, di Gattogrigio Editore. Un testo compatto nella dimensione e nella tematica, che ruota attorno alla visione teatrale – tragica, comica, buffonesca, civettuola, ironica, cinica, triste e sboccata – di uno spazio che non è solo la storia umana di chi compone ora in verso ora in prosa – rigorosa e senza punteggiatura – ma principalmente la forma assunta da un’anima delicata, offesa da una vita irriguardosa che si tinge di vizi e aneddoti leciti e illeciti, che brucia via alla svelta una gioventù diventata la più spietata delle età adulte senza che a ciò corrisponda mai veramente la stabilità del contatto umano più autentico.

Ne esce fuori il ritratto di un uomo che è anche poeta, che è vittima e carnefice di se stesso, preso nella gincana di una vita che tanto innalza e tanto offende, alle prese con una fauna umana degradata che si autoalimenta delle proprie scorie – e che è però uno dei contatti che non viene mai meno, perché alla fine i ragazzi acqua e sapone se ne vanno, mentre Adel e tutti gli altri, pur col limite di un amore interessato e vago, malsano nella sua componente più estrema – e corrotto in quella più torrida e concreta – restano fino alla fine, anche di giochi troppo spinti per potersi mettere in salvo.

Paperback Writer è un piccolo diario del delirio, dove amore, sesso, umanità e conflitto, non sono altro che le proiezioni lucide di un Io soffocato che preme per venir fuori usando il mezzo della sfrontatezza per superare una certa timidezza di fondo, e che si ferisce da sé rasentando la purezza concettuale, perché bene e male sono gli estremi di una medaglia sola, e se da un lato Chiamenti giustifica la santità – intesa come valore comunemente assegnato a tutto ciò che viene ritenuto “normale” – dall’altro egli dichiara la validità della immoralità più debordante, perché è quando ci si sporca fino al punto di spogliarsi per intero, che si mette più a nudo la propria indole. C’è molta più anima all’inferno che in paradiso, questo è chiaro, e la poesia più dolce e truce al tempo stesso, così come ci conferma il Poeta in queste pagine, trabocca laddove generalmente ci viene detto di non andare a cercare.

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Alessandra Di Gregorio.

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