Erika Dagnino

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

_

Ru e Froracconti dell'ombra

I volumi della Dagnino denotano sin dalle prime battute una capacità di elaborazione del pensiero a dir poco sbalorditiva. Il suo uso della parola appare molto sicuro e sentito, quasi frutto di un’illuminazione naturale, congenita. C’è dietro uno studio, una metodica, una partecipazione intellettuale e morale, quasi una religione del dettato.

Tanto in RACCONTI DELL’OMBRA, che in RU E FRO, ritroviamo il caro motivo della specularità, che se da una parte si esplica attraverso l’interpretazione e il racconto dell’individuazione della propria ombra e il relativo rapporto idiosincratico con la stessa – fino al parossismo, fino al solfeggio morale, filosofico (ai limiti del didattico) – dall’altra si connota nel rapporto paritetico tra due persone che possono dirsi gemelle, figure simbiotiche, esseri monotoni e franchi, che nella reciproca specularità, ritrovano sé e l’altro da sé.

La Dagnino è artigiana del ritmo. Il suo periodare è netto, musicale, folgorante, e seppure non si attenga a una trama narrativa classicamente intesa, l’Autrice piega le dinamiche spazio-temporali dei suoi scritti, alla sua lungimiranza certosina, coniugando psicologismo, tecnica, indagine e tolleranza molto ampia della rielaborazione filosofica dei concetti di umanità, intellettualità, anima e umano sentire.

__

Alessandra Di Gregorio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: