La mia vita con Groucho

L’angolo del lettore esperto… Oggi parliamo con Alessandro Olivero.

Classe 1984 e residente a Moncalieri (TO), è laureato in Scienze dell’Architettura ed è a cinque esami dalla seconda laurea, in Multidams. Da marzo 2009 con un paio di soci a Torino avvia un’attività di web-videoproduzioni, Tramici. I suoi interessi spaziano dal cinema alla letteratura passando per il fumetto, Alan Moore e Garth Ennis in particolare. Ha un debole per il cinema asiatico. Gli piace circondarsi di persone di talento ed imparare un poco da loro.

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la mia vita con Groucho

# Titolo: La mia vita con Groucho. Crescere con i Fratelli Marx

# Autore: Marx Arthur

# Traduttore: Mezzetti L.

# Editore: Effepi Libri

# Data di Pubblicazione: 2007

# ISBN: 8860020077

# Pagine: 431

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La mia vita con Groucho – Crescere con i Fratelli Marx è una biografia romanzata sul celebre personaggio dell’avanspettacolo americano scritta da un profondo conoscitore della sua persona, il suo stesso figlio Arthur.

È suddivisa in due parti: la prima, molto piacevole con punte esilaranti, racconta i primi settanta anni di Groucho, dalla formazione della famiglia Marx al suo ultimo grande successo, il programma radiofonico e televisivo You Bet Your Life.

Fa comprendere quanto poco ci fosse di personaggio, a differenza di molti illustri colleghi, in quell’uomo dallo spirito pronto, feroce e inveterato che è Julius Henry Marx: dimessi i baffi e le sopracciglia finte da uno spettacolo, Groucho esercita costantemente il suo cinico umorismo nella vita privata anche a fronte di casi gravose quali la svalutazione di azioni nella crisi del 1929 o uno dei tre divorzi affrontati. Non può esimersi nemmeno dal ridere del fratello Chico, il giorno della sua morte, ricordandone i numerosi e non indifferenti difetti: un modo forse deprecabile ma indubbiamente verace di encomiare la persona che è stata e per questo amata. Molte volte il suo scherzare ha messo in imbarazzo se non in grave difficoltà sé stesso o la famiglia, anche con le autorità – dalle guardie doganali agli agenti federali (!) – ma allo stesso modo gli ha permesso di riparare a casi apparentemente senza uscita.

Offre il ritratto di un uomo non sempre ragionevole però estremamente buono, ovviamente anticonformista e per questo un marito difficile –non a caso le sue tre mogli finiranno alcolizzate per ovviare all’impari confronto verbale con uno dei più grandi improvvisatori di tutti i tempi- ma padre amorevolissimo. Ferreo negli orari e nelle regole di casa. Attento ai bilanci ma giammai tirchio. Ha  per amici per lo più intellettuali ma è amante della gente comune.

La seconda parte – decisamente avvilente – invece tratta la discesa di padre e figlio in un incubo:

Arthur si vede imprevedibilmente opporre una strenua e, a sua detta, ingiusta opposizione da parte del padre  per la pubblicazione della prima parte di questa stessa biografia.

L’anziano Groucho inoltre fa un’infelice conoscenza: Erin Fleming, la quale si proporrà come sua compagna e agente. Verrà circuito e allontanato dai suoi parenti ed amici intimi, defraudato di buona parte del suo patrimonio economico e piegato da maltrattamenti fisici, probabilmente senza che questi fosse mai riuscito ad esserne pienamente consapevole.

Si racconta più del lungo calvario giudiziario intrapreso da Arthur dapprima contro il padre per ottenere la pubblicazione ed infine contro Erin per ottenere l’affido del padre ormai totalmente incapace e prossimo alla morte.

Emergono qui, empaticamente all’autore, sentimenti nella prima parte sconosciuti come la frustrazione. Groucho diverrà irriconoscibile ed il suo umorismo verrà tristemente a mancare, ma non è un caso a sé: è pur sempre un uomo ultraottantenne colpito da più ictus e evidentemente afflitto da demenza senile, non diverso dalla grande maggioranza dei pari età.

Con l’inclusione della seconda parte, la biografia restituisce un ritratto terribilmente onesto di Groucho Marx. L’autore ha uno stile trasparente, non lesina negli episodi imbarazzanti, è completo nell’esplicazione delle principali tappe della carriera del padre ed inserisce anche episodi che hanno originato alcune celeberrime espressioni di Groucho o altrettanto celeberrimi sketch dei Fratelli Marx. Non manca il gossip anche verso gli amori extraconiugali sia del padre che della madre.

La vera particolarità che contraddistingue questa biografia dalle eventuali altre è negli aneddoti sul rapporto padre-figlio -e talvolta zio-nipote in riferimento ai vari Chico, Gummo, Harpo e Zeppo- difficilmente recuperabili da un autore estraneo alla famiglia.

In forma di scheda di valutazione, con voto da 5 a 10 valuto:

chiarezza dell’esposizione: 10. È un libro molto scorrevole, non ci sono pagine particolarmente ostiche. Segue un ordine cronologico e non mi è successo di dover ricercare indietro nelle pagine un nome od un episodio.

obiettività e professionalità dell’Autore: 8. A causa del suo rapporto filiale che a volte traspare evidente, non mi sento di affermare che Arthur Marx sia obiettivo nel giudizio del padre, ma sicuramente si è impegnato nel non omettere episodi che qualcuno troverebbe diffamatori e la battaglia legale per la pubblicazione della prima parte del romanzo ne è la prova. Per quanto concerne lo stile, è limpido.

attrattiva del libro in quanto a contenuti: 8. Chi vuole conoscere l’uomo dietro il personaggio Groucho Marx sarà sorpreso: non c’era nessun personaggio, era veramente fatto così! È impareggiabile nel numero degli aneddoti.

attrattiva del libro in quanto prodotto editoriale: 6. L’indice dei nomi è certamente utile, ma non sarebbe dispiaciuta almeno una filmografia o delle pagine fotografiche.

quanto ha appagato la tua curiosità o arricchito il tuo sapere: 8. Molto, mi rimarrebbe solo da visionare i suoi spettacoli e film per poter dire di conoscere Groucho Marx. Cosa che farò al più presto.

In conclusione, è un libro che mi sento di consigliare anche a chi Groucho lo conosce solo sulle pagine di Dylan Dog o chi non lo conosce affatto. Inevitabilmente invoglierà a ricercare le sue acute battute di spirito ed i suoi pensieri verbosi, di vocazione antiautoritaria e nonsense che, nonostante gli anni, hanno preservato la loro efficacia.

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