Cuba – la rivoluzione imperdonabile

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

(ringrazio Progetto Babele per la collaborazione).

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Cuba la rivoluzione imperdonabile

La Rivoluzione Imperdonabile: ma imperdonabile perché? In un tempo in cui ci si sente un po’ tutti rivoluzionari – e nella maggior parte dei casi, direi “a ragione” – ecco un volume che ripercorre la storia cubana partendo dalla madre di tutte le sciagure: il colonialismo spagnolo – giungendo sino ai giorni nostri per analizzare passo passo le ragioni dello sfacelo politico e sociale di una nazione presa di mira. Hellmann e Pannelli offrono un quadro oltremodo cinico e realistico, smantellando l’assetto tipicamente occidentale che vede definita – ancora oggi, nel XXI secolo – la scoperta dell’America come una delle più grandi conquiste dell’uomo in termini soprattutto di civiltà.

Di civile il colonialismo ha avuto poco – tant’è che alla base della discrepanza socio-economico-culturale, di tanti Paesi gravitanti attorno all’area del Secondo e Terzo Mondo, c’è proprio la disparità con la quale sono stati trattati (e verranno ancora trattati) gli esponenti di una cittadinanza che appare sempre di serie B.

In questo saggio piuttosto succinto e poco incline alle elementari ricostruzioni manualistiche fini a se stesse, gli Autori tracciano le strade tortuose di un Paese storicamente conteso, per le sue ricchezze e la posizione geografica, tra le varie potenze coloniali che si sono alternate dal Cinquecento in avanti, sul palcoscenico della conquista mondiale. Non ultimi proprio quegli Stati Uniti d’America che si dichiarano campioni di umanità e pace.

Il risultato? Secoli di schiavitù – tanto morale, che economica e politica – tanto interna che esterna. La situazione cubana non risulterà nuova ai più, ma l’assetto del libro rimanda anche e soprattutto a quella serie di “ingerenze” mirate, protratte nel tempo proprio dagli Stati Uniti, nei confronti di Cuba, dei cubani e della rivoluzione. Il punto focale di questa dissertazione riguarda particolarmente le ragioni per le quali gli Usa si adoperano strenuamente per impedire una rivoluzione che di fatto esiste, per quanto sotterranea, focalizzando l’attenzione sull’imposto silenzio relativo al terrorismo anti-cubano, specificamente di matrice americana.

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Alessandra Di Gregorio

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