Abattoir

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Ringrazio Edizioni XII per l’amichevole collaborazione.

Ho iniziato a leggere questo libro basandomi sull’aspettativa dovuta alla mole di parole spese a favore dell’Autore da altri recensori e lettori, ricredendomi però quasi subito (in parte, s’intende). Sì, perché se in generale le atmosfere da incubo del giovane autore possono dirsi più o meno rispondenti al genere che pratica, dal punto di vista letterario siamo di poco o nulla sopra la sufficienza. Abattoir raccoglie racconti d’ombra, di sangue, di spettri, ma i bagliori che trovo all’interno sono a mio avviso fievoli – o comunque incostanti. C’è una sorta di consapevole imitazione/concorrenza a fatti e miti orrorifici già noti (per quanto non manchino spunti originali piacevolmente ironici), praticati qui con l’improba scioltezza degli esordi. Bravo addomesticatore di atmosfere, non è ancora pienamente creatore. Dipana le storie con la destrezza di un affabulatore moderno intriso di necessità antiche, ma ci si aspetta di trovarlo più a suo agio con una parola distesa, affascinante, che sappia conquistare palati fini.

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Alessandra Di Gregorio.

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