Archive for marzo 29th, 2010

29 marzo 2010

Nessuno dei due

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Nessuno dei due è il titolo della raccolta di Gianni Fassina, e trova corrispondenza all’interno del volume con uno dei racconti meglio riusciti.

Come ampiamente spiegato nella prefazione, e poi dimostrato coi fatti, il racconto qui assurge a punto di riferimento per focalizzare l’attenzione su eventi umani minimi, ricorrenze sociali, motivi psicologici e narrativi. Il racconto funge infatti da occasione fittizia, stimolo all’annotazione perentoria di significati esistenziali spesso cinici, ostili e franchi, altre volte sottili, sfumati e inconsistenti.

Nove sono le storie tra loro distanti che si susseguono con rapidità e decisione, senza morali imposte né significative forzature – tranne qualche rara eccezione. Paolo e Francesca è, assieme al succitato, uno tra gli episodi meglio scritti.

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Alessandra Di Gregorio

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29 marzo 2010

Cuori d’altopiano

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Cuori d’altopiano, di Alberto Gherardi, racchiude cinque racconti a tema, che nascono e si sviluppano in luoghi determinati e determinanti, come l’Altopiano bergamasco da cui trae anche parte del titolo.

La scrittura di Gherardi è distesa ed elegante. I racconti hanno un certo margine di respiro – perfetti preamboli per romanzi brevi, per esempio, ognuno con sue caratteristiche distinte – anche se qui e lì si avverte una sorta di filo conduttore monocorde, forse un sentire generico non completamente trasversale come nelle intenzioni (vale a dire che spesso il risultato all’atto pratico appare difforme dall’intenzione degli scriventi).

Il paesaggio che fa da sfondo a quadri umani ora aspri, ora dolci, è quello di una Selvino dilatata in tempi e modalità eterogenei, per quanto simili e complementari, in cui è possibile riconoscere voci moderne, afflati di comunità sociali specifiche, influenzate dalla chiusura/apertura di scorci temporali che riescono a trascendere il dato contingente.

Molto apprezzabile il racconto d’apertura Parole che si perdono, per l’ottima struttura, l’impianto lessicale, la psicologia di personaggi e dettagli, la circolarità dei significati, la profondità dell’emozione – tanto provata che infusa – che tracima da pagine ricche, ricchissime, di un’immedesimazione spontanea, veritiera, credibile.

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Alessandra Di Gregorio

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