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31 agosto 2011

Folle estate

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Folle estate
Autore: Pinto Giulio
Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Data di Pubblicazione: 2011
ISBN: 8856742470
ISBN-13: 9788856742473

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Folle estate, di Giulio Pinto, autore romano edito da Edizioni Il Filo, è il titolo di un romanzo voluminoso, insolito, bizzarro e ironico.

È voluminoso per via delle 360 pagine in cui prendono vita situazioni ambientate in Italia tra il 1997 e il 1998 – con frequenti rimandi storici e politici ai fatti di cronaca e costume più importanti. Basti pensare che l’incipit e il primo quarto del romanzo sono dedicati al sequestro Alinari, come a ricordare un’epoca, quella appunto dei sequestri, che ha rappresentato uno dei costumi criminali italiani per eccellenza, assieme (tra le altre cose), all’epoca del terrore seminato dalla Banda della Uno Bianca, e al terrorismo di matrice politicizzata riconducibile in particolare alle Brigate Rosse e al sequestro Moro.

È un testo voluminoso anche perché l’Autore si addentra in dettagli molto ampi rispetto a tutto ciò che incontra; è come se aprisse la porta a cento storie nella storia, e più che altro lo fa non affabulando ma divulgando notizie e nozioni (e questo spesso lo porta a divagare) – dunque il romanzo in più punti è un serbatoio di saperi più che un atto di scrittura.

Il contesto geografico d’ambientazione principale ci aiuta anche a comprendere meglio determinate scelte tematiche (siamo tra Bologna e Rimini, ma ci si sposta anche in Lombardia per seguire i cavalli di Silvia, e si trascorre l’estate tra la bassa Romagna e le Marche).

Samuele Morlisi, poliziotto con una sua visione del mondo elastica (difficile non averne una al giorno d’oggi), pur non scandalizzandosi dei tanti imbrogli di cui è testimone più o meno passivo, è seriamente provato dalla faccenda dei fratelli Savi (Banda della Uno Bianca) – e non potrebbe essere diversamente. La vicenda dei poliziotti che ammazzavano gente comune e altri poliziotti solo per soldi, ha lasciato strascichi non da poco sull’immaginario collettivo, ma oltre a questo svariati altri saranno i fatti che richiameranno la sua attenzione e il suo intervento più o meno pratico.

Come contraltare a tutto questo (nel libro, non propriamente nella vita), il calcio. Samuele tifa Juventus, ha visioni di Coppe e calciatori, pensa al suo Alessandro Del Piero – ma l’Inter ha appena preso Ronaldo detto Il Fenomeno dal Barcellona e allora… E allora si attende la “terza stella” e alla fine verrà fuori che tra Juve e Inter la prima la spunterà esattamente come avvenne tra Davide e Golia; lo scudetto andrà alla Vecchia Signora ma la Coppa al Real.

È un romanzo insolito perché la trama, appunto molto attuale, coerente e contestualizzata (fiction narrativa e realtà storica nazionale e locale, si sposano piuttosto bene), prende vie traverse addentrandosi in situazioni sui generis.

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