I sassi

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: I sassi

Autore: Sacha Naspini

Editore: Ass. Culturale Il Foglio

Data di Pubblicazione: 2007

ISBN: 8876061592

ISBN-13: 9788876061592

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I Sassi, di Sasha Naspini, uno dei più bei romanzi letti sinora. In realtà forse uno dei pochi libri che posso definire con cognizione un romanzo vero scritto da un vero romanziere. Di Naspini ho già recensito un’altra prova (Cento per Cento), notevoli le differenze, chiaramente si tratta di generi e tematiche distanti, tuttavia non cambia l’idea dello scavo, la struttura è perfetta, come un telaio fatto a misura per un progetto intenso, impegnativo, una costruzione fatta di miniature tutte da incastrare. I Sassi è un libro che t’incolla ma non se ne va via come un sorso d’acqua. La lettura richiede concentrazione, la lingua assolutamente aderente a un disegno coerente, direi perfetto, senza la minima sbavatura. Dunque troveremo dialoghi ma anche e soprattutto confessioni, e nel mentre che la storia si dipana i protagonisti si lasciano andare, dicono tutto di sé, danno tutto, si svelano e non sono chi credevamo che fossero. Da un lato un uomo misterioso, dall’altro una giovane prostituta di nome Eva, entrambi sembrano avere dei segreti, storie alle spalle, se la giocano, non si toccano neanche. Si aprono parentesi, Praga ascolta e assorbe i ricordi provenienti dai lati opposti dello stesso tavolo. Ci sono congiunzioni, ci si avvicina piano piano alla verità, e soprattutto si resta assorbiti, persi, del tutto. Per questo poi ci si stupisce dell’evoluzione che la storia subisce intorno al suo termine. Credo che l’Autore superi se stesso in particolare perché è capace di scrivere un romanzo che è un noir elegante, sensuale, crudo, crudele, soprattutto credibile e accattivante.

L’eleganza della sua lingua va di pari passo con la non banalità della trama. La sua capacità affabulatoria è straordinaria. Le parole fluiscono intense, le frasi spesso minime eppure piene di sfumature, anche quando il linguaggio si fa più concreto, in verità egli sta scrivendo come provenisse da un contesto più lirico.

Trovo il personaggio di Eva il più intenso e ben rappresentato che abbia mai scovato all’interno di un libro. I passaggi in cui ella si confessa allo sconosciuto che non ha voluto neanche fare sesso, sono di una verosimiglianza impressionante e soprattutto le considerazioni di cui ella si nutre, quando parla di se stessa, delle sue teorie, dei suoi sogni per colmare i vuoti, del sesso, dell’amore, dei sassi e della matematica, rendono Eva un personaggio quadridimensionale, un personaggio da favola seppur smitizzato dal suo essere puttana di mestiere. Naspini mostra Eva quale personaggio addirittura onirico, e ci fa dimenticare il filo della narrazione perché immancabilmente di Eva ci si invaghisce, le sue parole trasudano fame di vita. Ella vuole raggiungere la stella più lontana, quella che non ha ancora un nome, vuole viaggiare nel mondo e raccogliere un sasso da ogni posto, al punto che quando avrà raggiunto l’ultima meta dell’atlante, avrà così tanti sassi da potersi costruire la casa dei sogni. Eva è amore allo stato panico. Scoprirà di appartenere a vicende ben più tragiche, meno trasognate di quelle che crede. Il suo oscuro corrispondente non è chi dice di essere, ha fatto cose ripugnanti, ma nel libro loro non sono gli unici ad avere la parola. La cosa veramente affascinante è che passato e presente si intrecciano e ci si inganna su chi racconti cosa (espediente per prendere in castagna il lettore, l’ho apprezzato moltissimo). E mentre le verità più crudeli affiorano, il personaggio misterioso si svela agli occhi della donna e in un attimo tutto pare di nuovo perduto, fino all’epilogo più assurdo che possiamo sperare.

Intensissima Eva, intense le sue parole.

Di tutto rimase solo quel sogno delle pietre. E l’idea che voler misurare il mondo era stata una gran perdita di tempo. Come la musica. Ho ridotto tutto lì, mi faccio entrare da ogni uomo che viene dal mondo cercando di curare il mondo con l’antidoto di Franz. In fondo ogni uomo è una pietra, a modo suo. Ogni vita lo è. Le vite sono come i sassi, rotolano una accanto all’altra, cozzano, si rompono in frammenti; e i frammenti si scontrano con altri frammenti… Ogni vita è un ricordo e possibilità di un’altra vita. Una vita può raccontare altre vite, o esserne il riassunto. Riassunto di un’identità, dove si capisce cosa porta qualcuno alle proprie scelte, cosa le comanda, se davvero esiste un libero arbitrio al di là del vortice nel quale ogni giorno ruotiamo di moto proprio, sulla spinta di altri moti che ci hanno toccati prima, che ci toccheranno…

Alessandra Di Gregorio

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