Archive for ‘Antologia’

27 agosto 2011

Un po’ per gioco un po’ per inganno

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Un po’ per gioco. Un po’ per inganno
Curato da: Associazione Rosaemundi
Editore: Simple
Data di Pubblicazione: 2009
ISBN: 8862590873
ISBN-13: 9788862590877

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“Un po’ per gioco. Un po’ per inganno” è una raccolta tutta al femminile, in cui 15 racconti aprono altrettanti mondi – per associazione spesso fin troppo vicini.

Quando ci si ritrova con in mano una antologia si cerca innanzitutto di rintracciare un filo conduttore che possa essere, anche parzialmente, il legante della raccolta stessa o comunque il motivo letterario che ha originato l’input alla scrittura e poi alla pubblicazione.

Senza dubbio il voler dare la parola alle donne, con la speranza di creare un gioco di simmetrie e prospettive, tali comunque da rendere viva la percezione dell’individuo, è un ottimo motivo sia per decidere di scrivere sia per impegnarsi a pubblicare, e tuttavia è un rischio di non poco conto – al di là chiaramente delle proprie velleità – in quanto alla carta è chiesto di cantare…

Se dovessi citare a memoria uno o più racconti che hanno colpito in qualche modo il mio immaginario, indicherei tra questi sicuramente:

Liliana… Una madre al cospetto della tomba del figlio.

Che vita!… La storia di una donna che si consuma nel tentativo di non consumarsi e che forse al tempo della nascita avrebbe preferito, sapendolo e potendolo fare (forse), visto tutto il logorio che c’attende, non nascere mai.

In questa stanza… Le elucubrazioni di uno scrittore che si rifugia in una realtà parallela – quella dei suoi libri.

Illusione… Francesca e il senno di poi e del “come sarebbe andata se…”, quando passato e presente si incrociano e scopri che no, se non è andata allora non andrà neanche adesso.

La Ferrari… La riscoperta delle radici di un uomo.

In generale la stesura dei testi non è sempre soddisfacente. C’è una sorta di generica ingenuità verso la scrittura e soprattutto di non appropriata conoscenza o comprensione della scrittura letteraria, che finisce col rendere vana l’intenzionalità delle Autrici, vale a dire il loro voler comunicare qualcosa ai Lettori. L’ottimizzazione dei testi avrebbe dato loro una mano a migliorare sia l’assetto specifico di ogni racconto che l’antologia nell’insieme.

Avrei preferito dunque una cura formale che rendesse al meglio non solo a livello visivo – l’impaginazione, la scelta del font etc. – ma anche strettamente testuale, i sentimenti e le prospettive – tanto dei personaggi che di coloro che si sono cimentate con la penna. Infatti, senza questi accorgimenti, della raccolta spicca ben poco. Dunque se si è carenti – anche semplicemente per motivi personali e velleitari – dal punto di vista dell’impegno letterario/artistico, è bene che qualcuno si occupi di esaltare, curare e asciugare, proprio la sostanza delle immagini che le Autrici hanno scelto come sfondi dei propri racconti e del proprio immaginario.

Alessandra Di Gregorio

18 aprile 2010

Orizzonte

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Orizzonte, le forme del cambiamento. A.A.V.V.

I racconti di quest’antologia mi stupiscono per due ragioni in particolare. La prima è che sono racconti che non fanno baccano, pur potendone fare il giusto, data l’estrema competenza e bravura degli autori selezionati da Laboratorio Gutenberg in occasione di quest’esperienza collettiva. La seconda è legata alla sorpresa circa il fatto che in così poche pagine siano condensati capitoli di pregio, per quanto presi dal quotidiano e raccontanti con la coerenza di chi sa appuntare attenzione e rendere per

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14 maggio 2009

S’io fossi fuoco

Si ringrazia Elena Grande per la simpatia e gentilezza.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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s'io fossi fuoco

* Titolo: S’io fossi fuoco

* Curato da: Grande E.

* Editore: Albus Edizioni

* Data di Pubblicazione: 2009

* Collana: Gli aquiloni

* ISBN: 8896099072

* ISBN-13: 9788896099070

* Pagine: 80

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S’io fossi fuoco è una raccolta antologica di poesie italiane, curata da Elena Grande per Albus Edizioni. Il titolo rimanda al Sonetto LXXXVI di Cecco Angiolieri, e raccoglie le liriche di un gruppo scelto di poeti esordienti italiani.

La raccolta, il cui merito principale è quello di rifarsi a uno dei testi fondanti della nostra ricca letteratura, nel tentativo di dar nuovo lustro alla dimensione poetica della lingua italiana e dei modelli di riferimento che il reparto stilistico ci offre, propone poesie che hanno per tema conduttore la rabbia, la polemica, la satira politica e civile, l’insoddisfazione quotidiana, la ribellione allo scadimento e alla mancanza di dinamicità di una Società sempre più greve, lo scetticismo, la contestazione.

I testi, certamente non tutti di livello eccelso – ma forse in questa sede si preferisce premiare gli intenti e l’idea di fondo che ha animato tanto il concorso che la cernita dei testi – spesso si limitano ad imitare blandamente il sonetto antico, recitando una verve insufficiente al sostegno delle tematiche proposte, data la generale l’inadeguatezza degli esordienti all’uso cosciente del verso e all’uso specifico nell’ambito della “satira” o poesia di denuncia.

Tuttavia, se il tenore generale non sempre rispetta le giuste attese, localmente è possibile rintracciare pezzi pregni di significato, interessanti, irriverenti e oltremodo gustosi. Citiamo tra tutte la lirica proemiale, di Anna Bruno, intitolato “Farei qualcosa, come Angiolieri”, che recita: «Lo sguardo volgo intorno:/dicono ghiaccio,/dicono forno […] Farei qualcosa, come Angiolieri,/a questo mondo che inganna e rotola,/ se tutti fossero nei miei pensieri:/ al collo il cappio, sotto la botola». Le parole della Bruno appaiono emblematiche e rappresentative tanto della silloge quanto della componente psicologica della poesia leggera odierna, in cui la rabbia della repressione emotiva, quanto della quotidiana indignazione verso le storture esistenziali, possono confluire in una ritmica vivace e nient’affatto spiacevole.

Citiamo inoltre la lirica di Carlo Scioli, intitolata simbolicamente “Ira”, dove, seppure manchi una sostanziale pulizia del verso, l’Autore propone una lettura concreta e rabbiosa del vivere odierno, utilizzando come riferimento figurato il concetto di colata lavica, che tutto travolge, in una condivisibile visione iraconda di un Mondo sordo e lento nelle attese.

Alessandra Di Gregorio.

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