Posts tagged ‘Effepi Libri’

17 agosto 2011

Fabrizio De André. Storie, memorie ed echi letterari

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Titolo: Fabrizio De André. Storie, memorie ed echi letterari
Autore: Sanna Silvia
Editore: Effepi Libri
Data di Pubblicazione: 2009
ISBN: 8860020158
ISBN-13: 9788860020154

.

Il breve saggio della Sanna raccoglie e condensa le più svariate notizie sulla storia e la vita di Fabrizio De André, ponendo attenzione tanto agli aspetti umani della sua vicenda personale, che agli aspetti strettamente letterari della sua produzione cantautorale.

La prima cosa che si nota è che l’Autrice, se posso dirlo, adotta sin da subito, pur con vari tentativi di mascheramento e criticità, un approccio molto personale, ovvero tratta l’argomento con l’attenzione della sostenitrice più che con l’attenzione della studiosa, pur restando sempre nei limiti della “scientificità”. Questo si evince particolarmente non rispetto alla mole di notizie riportate o al taglio del discorso nel complesso, quanto a quella sorta di entusiasmo che si percepisce in molti passaggi del libro, concentrati a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che v’è dell’arte nella parola di De André – quasi ci fosse tema di smentita.

read more »

11 ottobre 2009

A proposito di Mister B.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

si ringraziano Pietro Farro e Effepi Libri.

__

A proposito di Mister B. – Appunti sul Cavaliere e i suoi scudieri

di Pietro Farro

€ 9.00 pp. 85

a proposito di mister B.

Il libro di Pietro Farro, edito da Effepi Libri, è un testo eccezionalmente attuale, tanto per l’argomento oggetto di trattazione, quanto per una serie di eventi risalenti agli ultimi giorni, che riguardano – neanche a dirlo – il nostro Capo del Governo.

Un saggio, questo, che propone una disamina attenta e ragionata di quelli che sono i fatti salienti della vita di un personaggio pubblico le cui sorti si legano, da qualche decennio a questa parte, a quella di milioni di italiani.

Farro ripercorre infatti, gli eventi più importanti – molti noti ai più, altri volontariamente taciuti dai media – come la serie di capi d’imputazione contro Silvio Berlusconi (che su un cittadino qualunque avrebbero già sortito l’effetto del carcere a vita…), le discutibili “gesta”, le connivenze mafiose vere e presunte, i legami con la mai morta Loggia P2, la gestione del potere politico in Italia, la rete di infiltrazioni e i dubbi favoreggiamenti. Eventi che insomma, nell’arco di un decennio o quasi, hanno permesso a un unico uomo di scalzare la Costituzione, avere sempre i riflettori puntati, diventare padrone della quasi totalità dei media nazionali (esportati anche fuori confine), e il gestore unico del fatto pubblico e privato, in una Nazione che di fatto appare ostaggio di un progetto mirato (e riuscito) alla “distrazione di massa”.

Per quanto ci si sforzi di restare (in quanto lettori) nei limiti dell’obiettività, è innegabile provare profondo fastidio di fronte a una realtà così degradante, messa per la prima volta nero su bianco, nella sua interezza – o quasi.

Un libro che traccia, non senza una profonda coscienza di fondo dell’annoso problema delle ricostruzioni storiche da manuale – e lungi dal volersi accostare ad esse – il quadro desolante della storia contemporanea d’Italia, Paese attualmente ritenuto “semi-libero” – stranamente in mano al cosiddetto Popolo delle Libertà – che non gode a livello internazionale di alcuna stima, né può aspirare ad ottenerla; che non solo è vittima di un imposto e rovinoso disegno accentratore, ma che porta a domandarsi: “come siamo giunti a questo punto” e soprattutto “come ne usciremo”.

__

Alessandra Di Gregorio

1 agosto 2009

La mia vita con Groucho

L’angolo del lettore esperto… Oggi parliamo con Alessandro Olivero.

Classe 1984 e residente a Moncalieri (TO), è laureato in Scienze dell’Architettura ed è a cinque esami dalla seconda laurea, in Multidams. Da marzo 2009 con un paio di soci a Torino avvia un’attività di web-videoproduzioni, Tramici. I suoi interessi spaziano dal cinema alla letteratura passando per il fumetto, Alan Moore e Garth Ennis in particolare. Ha un debole per il cinema asiatico. Gli piace circondarsi di persone di talento ed imparare un poco da loro.

_

la mia vita con Groucho

# Titolo: La mia vita con Groucho. Crescere con i Fratelli Marx

# Autore: Marx Arthur

# Traduttore: Mezzetti L.

# Editore: Effepi Libri

# Data di Pubblicazione: 2007

# ISBN: 8860020077

# Pagine: 431

__

La mia vita con Groucho – Crescere con i Fratelli Marx è una biografia romanzata sul celebre personaggio dell’avanspettacolo americano scritta da un profondo conoscitore della sua persona, il suo stesso figlio Arthur.

È suddivisa in due parti: la prima, molto piacevole con punte esilaranti, racconta i primi settanta anni di Groucho, dalla formazione della famiglia Marx al suo ultimo grande successo, il programma radiofonico e televisivo You Bet Your Life.

Fa comprendere quanto poco ci fosse di personaggio, a differenza di molti illustri colleghi, in quell’uomo dallo spirito pronto, feroce e inveterato che è Julius Henry Marx: dimessi i baffi e le sopracciglia finte da uno spettacolo, Groucho esercita costantemente il suo cinico umorismo nella vita privata anche a fronte di casi gravose quali la svalutazione di azioni nella crisi del 1929 o uno dei tre divorzi affrontati. Non può esimersi nemmeno dal ridere del fratello Chico, il giorno della sua morte, ricordandone i numerosi e non indifferenti difetti: un modo forse deprecabile ma indubbiamente verace di encomiare la persona che è stata e per questo amata. Molte volte il suo scherzare ha messo in imbarazzo se non in grave difficoltà sé stesso o la famiglia, anche con le autorità – dalle guardie doganali agli agenti federali (!) – ma allo stesso modo gli ha permesso di riparare a casi apparentemente senza uscita.

Offre il ritratto di un uomo non sempre ragionevole però estremamente buono, ovviamente anticonformista e per questo un marito difficile –non a caso le sue tre mogli finiranno alcolizzate per ovviare all’impari confronto verbale con uno dei più grandi improvvisatori di tutti i tempi- ma padre amorevolissimo. Ferreo negli orari e nelle regole di casa. Attento ai bilanci ma giammai tirchio. Ha  per amici per lo più intellettuali ma è amante della gente comune.

La seconda parte – decisamente avvilente – invece tratta la discesa di padre e figlio in un incubo:

Arthur si vede imprevedibilmente opporre una strenua e, a sua detta, ingiusta opposizione da parte del padre  per la pubblicazione della prima parte di questa stessa biografia.

L’anziano Groucho inoltre fa un’infelice conoscenza: Erin Fleming, la quale si proporrà come sua compagna e agente. Verrà circuito e allontanato dai suoi parenti ed amici intimi, defraudato di buona parte del suo patrimonio economico e piegato da maltrattamenti fisici, probabilmente senza che questi fosse mai riuscito ad esserne pienamente consapevole.

Si racconta più del lungo calvario giudiziario intrapreso da Arthur dapprima contro il padre per ottenere la pubblicazione ed infine contro Erin per ottenere l’affido del padre ormai totalmente incapace e prossimo alla morte.

Emergono qui, empaticamente all’autore, sentimenti nella prima parte sconosciuti come la frustrazione. Groucho diverrà irriconoscibile ed il suo umorismo verrà tristemente a mancare, ma non è un caso a sé: è pur sempre un uomo ultraottantenne colpito da più ictus e evidentemente afflitto da demenza senile, non diverso dalla grande maggioranza dei pari età.

Con l’inclusione della seconda parte, la biografia restituisce un ritratto terribilmente onesto di Groucho Marx. L’autore ha uno stile trasparente, non lesina negli episodi imbarazzanti, è completo nell’esplicazione delle principali tappe della carriera del padre ed inserisce anche episodi che hanno originato alcune celeberrime espressioni di Groucho o altrettanto celeberrimi sketch dei Fratelli Marx. Non manca il gossip anche verso gli amori extraconiugali sia del padre che della madre.

La vera particolarità che contraddistingue questa biografia dalle eventuali altre è negli aneddoti sul rapporto padre-figlio -e talvolta zio-nipote in riferimento ai vari Chico, Gummo, Harpo e Zeppo- difficilmente recuperabili da un autore estraneo alla famiglia.

In forma di scheda di valutazione, con voto da 5 a 10 valuto:

chiarezza dell’esposizione: 10. È un libro molto scorrevole, non ci sono pagine particolarmente ostiche. Segue un ordine cronologico e non mi è successo di dover ricercare indietro nelle pagine un nome od un episodio.

obiettività e professionalità dell’Autore: 8. A causa del suo rapporto filiale che a volte traspare evidente, non mi sento di affermare che Arthur Marx sia obiettivo nel giudizio del padre, ma sicuramente si è impegnato nel non omettere episodi che qualcuno troverebbe diffamatori e la battaglia legale per la pubblicazione della prima parte del romanzo ne è la prova. Per quanto concerne lo stile, è limpido.

attrattiva del libro in quanto a contenuti: 8. Chi vuole conoscere l’uomo dietro il personaggio Groucho Marx sarà sorpreso: non c’era nessun personaggio, era veramente fatto così! È impareggiabile nel numero degli aneddoti.

attrattiva del libro in quanto prodotto editoriale: 6. L’indice dei nomi è certamente utile, ma non sarebbe dispiaciuta almeno una filmografia o delle pagine fotografiche.

quanto ha appagato la tua curiosità o arricchito il tuo sapere: 8. Molto, mi rimarrebbe solo da visionare i suoi spettacoli e film per poter dire di conoscere Groucho Marx. Cosa che farò al più presto.

In conclusione, è un libro che mi sento di consigliare anche a chi Groucho lo conosce solo sulle pagine di Dylan Dog o chi non lo conosce affatto. Inevitabilmente invoglierà a ricercare le sue acute battute di spirito ed i suoi pensieri verbosi, di vocazione antiautoritaria e nonsense che, nonostante gli anni, hanno preservato la loro efficacia.

28 marzo 2009

Pornografia sesso e femminismo

Si ringrazia Effepi Libri

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

pornografia-sesso-e-femminismo1

Titolo: Pornografia, sesso e femminismo. Un filosofo liberal confuta le più frequenti accuse contro il porno
Autore: Soble Alan
Traduttore: Di Falco D.
Editore: Effepi Libri
Data di Pubblicazione: 2007
ISBN: 8860020107
ISBN-13: 9788860020109
Pagine: 229

.

Cos’è in realtà la pornografia e quanta colpa ha nello scadimento del costume odierno? È questo ciò che ci viene da pensare prendendo in mano questo volumetto di Effepi Libri dall’aspetto indubbiamente peccaminoso, sulla cui copertina campeggia una signorina niente male che non ci farà la cortesia di coprirsi per essere ignorata (o solamente per evitare commenti laidi), e ci inviterà piuttosto a prenderci la responsabilità di guardarla bene, prima di accennare alla benché minima e inutile apologia femminista – femminista nel senso superato e ristretto del termine, ritengo.
Il saggio, così come si presenta, non presta il fianco alla facile critica che ha nel tempo analizzato la pornografia senza però mai analizzarla veramente (e, come sostiene l’Autore, forse senza mai aver mai visto davvero una pellicola piuttosto che una immagine), in una operazione di censura volta solo a negare una evidenza di ben altra natura, proponendo al suo posto una chiave di lettura del tutto fuorviante quando non addirittura ridicola e volontariamente ingannevole e ottusa.
Soble rovescia alcuni dei modelli sinora esistenti, usando una logica nient’affatto pretenziosa, e sondando la problematica pornografica da un punto di vista maschile ma non maschilista, in cui la figura della donna – a dispetto di quanto banalmente sostenuto dalla generazione femminista che si è trincerata nella difesa totale dell’elemento femminile senza però capire da sé il potere implicito e rivoluzionario che tale istanza ha nella realtà pratica, oltre che in quella dei valori – appare tutto fuorché derisa e violata. La pornografia, vista e analizzata senza preconcetto, esplica la sua azione “salutare” nei modi più disparati e quel che viene sottolineato è che – fuor di ogni dubbio – la pornografia (concettuale) sta negli occhi di chi la cerca e guarda, non tanto nel contenuto, perché le immagini sono polisemiche per loro implicita natura, e ciò che rappresenta la perversione di uno non è detto che rappresenti anche quella di altri. Si cerca poi proprio di far luce su ciò che è pornografia – anche solo fine a se stessa – e su ciò che rappresenta il sogno erotico in sé o la perversione, perché il filone perverso non è prettamente pornografico così come lo intendiamo noi. Oggi la Rete ci offre un ventaglio di possibilità d’indagine – oltre che di trastullo – che non può trarre in inganno l’occhio onesto che vi si approccia con scopo critico. A voler bene sgranarli, gli occhi, tutto vedremo fuorché stupri e violenze su donne succubi (i video snuff non afferiscono alla pornografia, quindi c’è da fare anche una dovuta chiarificazione a questo riguardo, specie perché rappresentano una casistica da inquadrarsi molto a latere) ma vedremo l’esplicazione di un potere che piuttosto tende a schiacciare il maschio che non può farne a meno, e deve possedere non limitatamente a scopare, ma a venerare, il corpo femminile in ogni sua appendice e mucosa.

Alessandra Di Gregorio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: