Posts tagged ‘femminilità’

1 febbraio 2011

Donne senza fede

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Donne senza fede
Autore: Montanari Daniela
Editore: Rupe Mutevole
Collana: Visioni
Data di Pubblicazione: Agosto 2010
ISBN: 8896418909
ISBN-13: 9788896418901
Pagine: 80
Reparto: Narrativa italiana

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Veniamo istruite così. Anche chi ha la mamma più evoluta, che lavora, che sceglie di non lavorare, che ama cucinare, che odia mettersi ai fornelli. Ognuna di noi sa che per non deludere la propria, dovrà cercare un uomo che le metta la fede. Ed è in questo modo, in genere, che una donna perde le occasioni migliori.

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È questa la premessa apposta dall’Autrice a un agile volume di testi in prosa, all’interno del quale quattro storie formano altrettanti distinti capitoli in cui, neanche a dirlo, è l’universo femminile a delineare grandi e piccoli mondi.

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27 luglio 2009

Flaming June

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Flaming June

* Titolo: Flaming June. Donne oltre la tela

* Autore: Sciutti Maeba

* Curato da: Simone P.

* Editore: ARPANet

* Data di Pubblicazione: 2008

* Collana: Concepts Arte

* ISBN: 8874260504

* Pagine: 104

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Maeba Sciutti, autrice introspettiva, pulsante e lucida, pubblica per i tipi della Arpanet Edizioni il libro intitolato Falming June – donne oltre la tela, raccontando, così come il suo estro propone, dodici tele che hanno reso immortali altrettante figure femminili, icone di un’arte che traspone sulla tela vite che si cristallizzano nella fissità del ritratto e dell’affresco. Ciò che l’Autrice si propone è dare la parola a donne che non erano solo modelle di pittori come Klimt, Modigliani, Waterhouse, ma anche e soprattutto ninfe, creature affamate di vita, illuse, tristi, solari, animose, carezzevoli, languide, immaginando così come le vede e le percepisce, le loro esistenze al di là di un pennello, prima, durante e dopo l’effettiva posa.

Le donne della Sciutti, lungi dal perseguire la realizzazione del proprio Io attraverso la posa assunta per il quadro del momento, in qualche modo sono la rappresentazione iconografica delle possibili forme d’abbandono di cui ogni donna è talora vittima. Una volta dipinte, carezzate e ammansite, spesso nude, docili prima al corpo che al pennello dell’artista, esse sono lasciate, abbandonate, appese a un muro, oppure vendute. Il corpo scade in una forma di mercificazione che non tiene il minimo conto dell’anima che vi alberga all’interno. Allora esse prendon vita effettivamente qui e adesso, mentre la tempera si asciuga e il loro spirito si solleva. Generalmente sono tristi e opache, eppure trasudano vita e sangue in ogni vena e in ogni mano di colore, da uscire dalla pagina e dalla tela, tanto liriche che dolci, fragili, meste, prepotenti e spurie.

Alessandra Di Gregorio.

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