Posts tagged ‘giallo italiano’

4 dicembre 2012

Il muro dell’apparenza

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

3530920003_152903bf95

Titolo: Il muro dell’apparenza

Autore: Sabrina Campolongo

Editore: Historica

Collana: Narrativa contemporanea

Data di Pubblicazione: 2008/2009

ISBN: 8890357207

ISBN-13: 9788890357206

.

Ho letto questo romanzo in tre nottate e le mie considerazioni a riguardo non possono che essere positive. Aprendolo, si notano sin dalle prime righe un’eleganza linguistico-discorsiva e una chiarezza espressiva non da poco, cui si aggiungono, lungo il tracciato, una trama che si dispiega chiara, interessante e coerente; un contenuto importante dal punto di vista morale, oltre che letterario; un risvolto sociale coerente coi tempi, con la narrazione, con le intenzioni autorali e con il genere letterario in cui va ad inserirsi il libro della Campolongo.

Siamo di fronte ad un romanzo afferente alla giallistica italiana. La storia si svolge in Sicilia e a narrarcela è il Commissario Campi. L’Autrice, infatti, preferisce l’uso della prima persona e trovo molto apprezzabile la creazione d’un personaggio femminile così forte sia a livello umano che in senso più tecnico. Nel mio caso con ‘forte’ voglio intendere non tanto in quanto a forza caratteriale ma in quanto a credibilità e spessore. Il punto di vista femminile si pone non come mera qualificazione del sentimento di giustizia, ma come atto di coscienza dovuto, inserito quale specchio a rovescio di una società (quella siciliana o comunque omofoba in generale), dove il muro dell’apparenza sembra poter celare e giustificare barbarie ataviche come lo stupro.

Giulia Campi è un personaggio affascinante, fragile e determinato, e si troverà per le mani un caso difficile, cruento, drammaticamente attuale. La penna dell’Autrice affonda con garbo, lavorando molto su descrizioni asciutte e coerenti, ed è in grado di suscitare la giusta dose di riflessione quando ci mette di fronte allo scempio della violenza del branco. Da qui l’attualità del dramma narrato e soprattutto il modo in cui la narrazione eleva a risorsa la dignità femminile, il corpo, l’intelletto, la morale dell’anima, non la falsa morale dell’omertà.

Consiglio il romanzo perché il libro è scritto bene. La storia appare bilanciata e le doti della Campolongo evidenti. Trascurabili alcuni refusi e la confusione, in prima istanza, tra il ‘tu’ e il ‘lei’ fra alcuni personaggi o il modo in cui vengono riportati i dialoghi.

Alessandra Di Gregorio

Annunci
14 maggio 2010

Lo sbirro anarchico Pietro Malatesta

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

_

Titolo: Nero ferrarese

Autore: Mazzoni Lorenzo

Illustratore: Amaducci A.

Editore: La Carmelina

ISBN-13: 9788890330001

.

read more »

25 aprile 2010

Vite Corsive

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

__

Titolo: Vite corsive

Autore: Marco Nundini

Editore: Ibiskos Editrice Risolo

Vite corsive mi ha ben preso sin dal principio. Come ho fatto notare all’Autore, l’ho trovato eloquentemente elegante dalle prime battute, quando per me il libro poteva già dirsi concluso dato il mio appagamento relativo ad un passaggio piuttosto intimo, che vedeva un uomo e una donna impegnati in un approccio sotto le lenzuola. Chiaramente la trama di un libro, e particolarmente di un degno giallo, non si può limitare a un breve paragrafo, così ho continuato nella lettura e fatto ulteriori considerazioni.

read more »

16 agosto 2009

Penelope Guzman – Il colpevole

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Penelope Guzman

Aprendo questo libro ero sicura di avere per le mani un bel giallo. È stata la cura della copertina, magari a trarmi in inganno, oppure la felice disponibilità dell’Autore Eliot Parker, quando si è avvicinato alla sottoscritta per proporre il frutto del suo lavoro; a conti fatti però, la lettura non è andata come speravo, lasciandomi abbastanza insoddisfatta. Lungi dal voler stroncare libro e scrittore, se non addirittura dirne un paio all’editore – che, come tanti editori, non ritengo abbia fatto un buon lavoro lasciando che un testo incompleto, ridondante e immaturo, venisse pubblicato così com’è, senza dunque dare all’Autore la possibilità di allargare il proprio respiro scrittorio e trovare una reale e felice soluzione stilistica per il suo romanzo d’esordio – dirò brevemente cosa non mi è piaciuto de Il Colpevole.

Evidente appare il divario tra le intenzioni autorali e la mancata riuscita del progetto sulla carta – cerco sempre di dare per scontata la buonafede di chi scrive. In apparenza un romanzo giallo di impostazione classica – in senso imitativo, più che altro – il romanzo di Parker non è in grado di rispettarne però le caratteristiche essenziali; innanzitutto suscitare il giusto interesse e mantenere la tensione dal principio alla fine; creare una rete di personaggi del giusto spessore, non limitandosi a descriverne qualità e appeal ma rendendoli veramente a 360 gradi, in grado di fuoriuscire dalla pagina, in grado cioè di rappresentarsi da soli attraverso le proprie azioni e intenzioni. La Guzman, per esempio, potrebbe essere davvero un personaggio carismatico e attraente, eppure è poco più che la blanda rappresentazione della protagonista tipo della giallistica italiana più stereotipata, e si perde, così come si perdono d’altronde le altre pedine del disegno di Parker, in una selva di inutili ammiccamenti linguistico/dialogici al lettore (quasi il narratore sentisse la necessità di trovare conferma e simpatia presso chi andrà a leggerlo).

Al di là dell’intreccio, il romanzo appare retorico e superficiale, al punto che, nelle prime pagine (tanto per citare uno dei primi esempi in ordine di comparizione) ci si perde lungamente nella descrizione del carattere “personale” dello studio della Guzman, che metterebbe a disagio i clienti, ripetendo, tra le altre cose, la parola “personale” e “personalizzare” infinite volte. Questo è sintomatico del fatto che l’Autore è ancora piuttosto acerbo, nonostante l’intenzione di fondo possa dirsi buona, e che un vero lavoro di editing avrebbe non solo fatto pulizia di tutte queste inadeguatezze, ma anche reso giustizia ad una trama non così spiacevole.

L’invito è dunque quello di non limitarsi a desiderare la pubblicazione, ma di farsi trovare pronti all’appuntamento con la stampa di un proprio scritto, cosicché le intenzioni e le abilità autorali non vengano tradite e il libro prodotto potrà riscuotere il giusto gradimento che merita. Attendiamo dunque Eliot Parker alle prese con altre storie e Penelope Guzman con altri casi, in cui il colpevole – per quanto scontato – possa non lasciarsi trovare così in fretta, e intrattenerci col giusto polso.

__

Alessandra Di Gregorio.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: