Posts tagged ‘narrativa italiana’

15 maggio 2010

Ti lascio andare via

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Ti lascio andare via

Autore: Massimiliano Paparo

Editore: 0111 Edizioni

ISBN: 8863071403

ISBN-13: 9788863071405

Il tema della scoperta di sé e il racconto dell’avvenimento, non sono sicuramente nuovi nel panorama delle lettere.

Ti lascio andare via vi si inserisce in maniera particolare… Ho letto questo libro con piacere perché è pregno di emozioni, emana un calore speciale, è vivo, ironico, dolce. Non siamo di fronte alla solita storiella rosa o scollacciata, né al solito polpettone con finalità sociali, e neppure a una narrativa consumata di mestiere, tant’è che ci sono errori, ridondanze, distrazioni, alle volte eccessiva povertà lessicale e ingenuità di vario tipo, eppure – a dirla tutta – non so bene cosa rivisiterei di questo romanzo senza il rischio di togliere qualcosa di profondamente legato all’animo di chi l’ha scritto.

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8 aprile 2010

Cento per cento

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Ci sono persone e persone, ognuno di noi nasce con un’aspirazione, qualcosa che iddio o chi per lui ci ficca in mezzo alle scapole già da prima che a tuo padre passi per la testa l’idea di calarsi i pantaloni. Almeno, io la penso così. C’è chi nasce per questo o per quello, ma sono pochi quelli che nascono al cento per cento per una cosa precisa. Tipo i pittori, per dirne una. Quanti pittori vuoi che nascano al mese? Un’infinità. Cioè, ogni mese, in tutto il mondo, nascono una cosa come mille pittori, mettiamo che siano mille, ovvero mille disgraziati che a un certo punto della loro vita si metteranno a imbrattare tele, o a fare quelle cose lì da finocchi.

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26 dicembre 2009

Inchiostro vivo

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Inchiostro Vivo è un romanzo breve piuttosto interessante. Ha una struttura concentrica, si presenta come un testo metanarrativo, al limite del cinematografico per alcuni aspetti; romantico e disincantato, testardo e puerile; attuale per la forte contestualizzazione, eppure non limitato al dato materiale quanto a quello concettuale. Uomo e scrittore fusi in un filo d’inchiostro. Finali da scrivere in punta di dita ed esistenze immaginate, vissute, assaporate, cancellate e poi riscritte. Cosa accadrebbe se scrittore e personaggio coesistessero conducendo vite parallele, separate solo in apparenza? Franzoso, che ha uno stile molto naturale, un lessico estremamente gradevole, e una capacità rielaborativa del pensiero, piuttosto intelligente, crea una impalcatura ideale coi fiocchi, fondendo in un solo concetto – da cui il titolo – un dato inoppugnabile: scrivere vuol dire dare ordine alla vita, non solo alle idee, e chi scrive, sta sempre parlando di sé. Se non di un sé tangibile, di uno sicuramente più metafisico ma comunque afferrabile.

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Alessandra Di Gregorio

26 dicembre 2009

L’inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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L’inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso, di Fabrizio Gabrielli, è una raccolta antologica di racconti random dallo stile accattivante. Come dice lui stesso nel suo blog, di pesci rossi si parla brevemente, proprio nel racconto d’apertura, in cui pesci rossi sbucano ovunque in forme ossessive e ossessionanti. Nel resto del libro non ci sono più pesci ma porzioni di umanità qualunque, prese qui e lì, raccontate con uno stile letterario piacevole, incalzante, che rinvia al motivo della precarietà dell’udire e del vedere, alle mancate memorie di fatti e tempi, sentimenti e valori; persino alla mancanza di concreta concentrazione relativamente alle azioni che compiamo, alle emozioni che proviamo. Il divenire quotidiano e incostante è narrato in maniera apparentemente “scanzonata”, al limite del favolistico, come la cosa avvenisse per un puro fortuito caso, come la cosa non riguardasse direttamente chi sta raccontando o le cose che vengono raccontate. Il dato si realizza attraverso la costruzione di testi brevi e ultra-brevi, che dalla stramberia alla sobrietà toccano tutte le vette dell’interessante, in una costruzione talmente asimmetrica da apparire regolare, continua, omogenea. In questa raccolta come mai altrove ho avuto modo di vedere, l’abilità dello scrittore si appunta sulla parola e non sulla trama, come giustamente dovrebbe essere, perché non c’è penna più lungimirante di quella che non si rende schiava di un soggetto, ma è il soggetto stesso di quanto riversa sul foglio.

Alessandra Di Gregorio

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