Posts tagged ‘noir’

5 aprile 2015

La disfatta

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

 

La disfatta, di Salvatore Scalisi, è un racconto noir da interni, nel senso che la storia, di per sé molto breve e assolutamente scarna (qualità che si ammira più alla fine che durante), si svolge a “cornice” in spazi ben delimitati. Non mi riferisco solo allo spazio fisico quanto piuttosto allo spazio che delimita i dialoghi tra personaggi appartenenti a una piccola cerchia di amici e famigliari, i quali fluttuano in una sorta di aura borghese rispettabile.

Il taglio scelto dall’Autore è, per quanto concerne soprattutto il dialogato (che rappresenta una parte importante del testo), piuttosto impostato; ciò a voler rappresentare – con una forbice molto ristretta – un universo compassato e immobile, fatto di piccoli manierismi negli atteggiamenti (risolti anche a livello lessicale, proprio per “esasperare” questo atteggiamento così estremamente “perbene”).

Il Narratore sorprende con la sua lente uno spaccato di vita cittadina all’apparenza anonimo: persone qualunque che gravitano in modo abbastanza formale l’una intorno all’altra, ma che riga dopo riga vengono messe sempre più a fuoco. Talmente a fuoco che nel giro di poche pagine al Lettore appare più chiara la china verso cui la storia andrà a virare.

Il testo presenta una trama lineare; siamo infatti di fronte a un noir dai toni e dalla tematica piuttosto “classici” (e la brevità del libro è propedeutica alla riuscita del racconto, cosa che a molti autori che praticano il medesimo genere spesso sfugge). Seppure la formalità del linguaggio, unita agli scarni interventi del Narratore, siano in qualche modo fuorvianti (il testo a tratti appare perfino pesante, poiché i dialoghi ricchi di insoliti manierismi rallentano di proposito la corsa del Lettore), Scalisi registra con nettezza e coerenza gli aspetti più grevi che si nascondono alle spalle dell’ambiente (apparentemente) borghese preso a riferimento. Tradimenti e ossessioni, ma anche – come in ogni romanzo di genere che si rispetti – la nemesi finale.

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14 maggio 2010

Lo sbirro anarchico Pietro Malatesta

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Nero ferrarese

Autore: Mazzoni Lorenzo

Illustratore: Amaducci A.

Editore: La Carmelina

ISBN-13: 9788890330001

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11 dicembre 2009

3 bravi giallisti italiani

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Il panorama italiano giallo, per quanto fortemente caratterizzato e facilmente riconoscibile per una sua particolare impronta – tanto nella componente strettamente narrativa, che in quella architettonica, civile, morale e pittoresca – passa di solito in sordina rispetto alla mole di noir e thriller di marca straniera. Oggi però voglio spezzare una lancia a favore di tre volumi che ho trovato particolarmente piacevoli – tutti e tre scritti da poco più che esordienti, nell’ordine L’ACQUARIO – di Mirko Venini, per la collana miglior giallo della 0111; Fuochi a Mezzanotte – targato Montag, di Fabrizio Bianchini, non nuovo a performance letterarie di questo tipo, e Ladro di sogni, di Sergio Paoli, pubblicato per i tipi della Frilli Editore. Passiamo allora ad elencare i pregi di questi libri tutto sommato molto diversi, ma comunque accomunabili sotto l’evidenza della denominazione geografica.

L’Acquario è un ottimo libro. Inizia in sordina, ha un seguito stordente e un finale emozionante. Scritto col garbo della penna affilata e arguta di un Autore che sa il fatto suo, parte da un evento apparentemente banale, verte su un unico personaggio forte e sul dramma di un omicidio. Da futuro sposo a investigatore, il protagonista di Venini è credibile come il pasticcio in cui si va a cacciare. Consigliato.

Fuochi a Mezzanotte è un giallo atipico, romantico, italiano nel senso più classico, perché è un giallo di provincia, autentico, ben tenuto, appassionante. Racconta un’età passata, una provincia, per l’appunto, anni difficili alle porte, un’Italia diversa, alle porte degli “anni di piombo”. È il seguito di un libro già noto (La banda del grano), ed ha lo sguardo tenero di un adolescente che racconta di musica, di primi approcci galanti, di sogni di gloria, e soprattutto della scia di delitti che punta dritta verso di lui – suo malgrado.

Ladro di sogni invece ci mette di fronte a un’Italia contemporanea difficile e complessa; all’Italia delle intese razziali mancate, delle mafie e mafiette, dei poliziotti buoni e di quelli stronzi, delle pulsioni segrete, di un killer vittima di un ladro di sogni, di rom vittime delle circostanze. L’Autore offre una scrittura ragionata, una cornice e un fondale narrativo molto concreti.

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Alessandra Di Gregorio

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