Posts tagged ‘raccolta poetica’

16 settembre 2011

In cosa mai siamo mortali?

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: In cosa mai siamo mortali?
Autore: Milo Cesario
Editore: Zona
Collana: Zona contemporanea
Data di Pubblicazione: 2011
ISBN: 8864381813
ISBN-13: 9788864381817

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In cosa mai siamo mortali? – raccolta poetica di Cesario Milo, edita da Zona, si presenta come un testo visionario, iper-carico, lucido, caotico.

Un testo in cui è chiara la delirio-visione di un Poeta abbagliato dunque disincantato, in grado, conseguentemente, di riportare attraverso il mezzo della penna – dunque una forma di ratio rigenerata – lo stato dell’arte e dell’emotività dell’artista/uomo, irretito da un quotidiano senza spinte che non concedono più spinte.

Visioni, allucinazioni, fredda consapevolezza che si fa riflessione poetica, criticità, sopravvalutazione e svalutazione, umanità appesa tra il sacro della speranza e il profano della delusione, presi e rovesciati qui dall’Autore, attraverso il non-filtro della sua mente. Egli, per necessità, sa “simulare”, perché la sua sensibilità creativa lo pone nella Società come il celebrante di molti riti.

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10 ottobre 2010

La mia Waterloo ventricolare

recensione di Alessandra Di Gregorio.

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  • Titolo: La mia Waterloo ventricolare
  • Autore: Di Egidio Roberto
  • Editore: Neo Edizioni
  • Collana: Intimate
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • ISBN: 8896176042
  • ISBN-13: 9788896176047

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14 Mag 2009

S’io fossi fuoco

Si ringrazia Elena Grande per la simpatia e gentilezza.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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s'io fossi fuoco

* Titolo: S’io fossi fuoco

* Curato da: Grande E.

* Editore: Albus Edizioni

* Data di Pubblicazione: 2009

* Collana: Gli aquiloni

* ISBN: 8896099072

* ISBN-13: 9788896099070

* Pagine: 80

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S’io fossi fuoco è una raccolta antologica di poesie italiane, curata da Elena Grande per Albus Edizioni. Il titolo rimanda al Sonetto LXXXVI di Cecco Angiolieri, e raccoglie le liriche di un gruppo scelto di poeti esordienti italiani.

La raccolta, il cui merito principale è quello di rifarsi a uno dei testi fondanti della nostra ricca letteratura, nel tentativo di dar nuovo lustro alla dimensione poetica della lingua italiana e dei modelli di riferimento che il reparto stilistico ci offre, propone poesie che hanno per tema conduttore la rabbia, la polemica, la satira politica e civile, l’insoddisfazione quotidiana, la ribellione allo scadimento e alla mancanza di dinamicità di una Società sempre più greve, lo scetticismo, la contestazione.

I testi, certamente non tutti di livello eccelso – ma forse in questa sede si preferisce premiare gli intenti e l’idea di fondo che ha animato tanto il concorso che la cernita dei testi – spesso si limitano ad imitare blandamente il sonetto antico, recitando una verve insufficiente al sostegno delle tematiche proposte, data la generale l’inadeguatezza degli esordienti all’uso cosciente del verso e all’uso specifico nell’ambito della “satira” o poesia di denuncia.

Tuttavia, se il tenore generale non sempre rispetta le giuste attese, localmente è possibile rintracciare pezzi pregni di significato, interessanti, irriverenti e oltremodo gustosi. Citiamo tra tutte la lirica proemiale, di Anna Bruno, intitolato “Farei qualcosa, come Angiolieri”, che recita: «Lo sguardo volgo intorno:/dicono ghiaccio,/dicono forno […] Farei qualcosa, come Angiolieri,/a questo mondo che inganna e rotola,/ se tutti fossero nei miei pensieri:/ al collo il cappio, sotto la botola». Le parole della Bruno appaiono emblematiche e rappresentative tanto della silloge quanto della componente psicologica della poesia leggera odierna, in cui la rabbia della repressione emotiva, quanto della quotidiana indignazione verso le storture esistenziali, possono confluire in una ritmica vivace e nient’affatto spiacevole.

Citiamo inoltre la lirica di Carlo Scioli, intitolata simbolicamente “Ira”, dove, seppure manchi una sostanziale pulizia del verso, l’Autore propone una lettura concreta e rabbiosa del vivere odierno, utilizzando come riferimento figurato il concetto di colata lavica, che tutto travolge, in una condivisibile visione iraconda di un Mondo sordo e lento nelle attese.

Alessandra Di Gregorio.

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