Posts tagged ‘racconti dell’ombra’

25 gennaio 2010

Abattoir

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

Ringrazio Edizioni XII per l’amichevole collaborazione.

Ho iniziato a leggere questo libro basandomi sull’aspettativa dovuta alla mole di parole spese a favore dell’Autore da altri recensori e lettori, ricredendomi però quasi subito (in parte, s’intende). Sì, perché se in generale le atmosfere da incubo del giovane autore possono dirsi più o meno rispondenti al genere che pratica, dal punto di vista letterario siamo di poco o nulla sopra la sufficienza. Abattoir raccoglie racconti d’ombra, di sangue, di spettri, ma i bagliori che trovo all’interno sono a mio avviso fievoli – o comunque incostanti. C’è una sorta di consapevole imitazione/concorrenza a fatti e miti orrorifici già noti (per quanto non manchino spunti originali piacevolmente ironici), praticati qui con l’improba scioltezza degli esordi. Bravo addomesticatore di atmosfere, non è ancora pienamente creatore. Dipana le storie con la destrezza di un affabulatore moderno intriso di necessità antiche, ma ci si aspetta di trovarlo più a suo agio con una parola distesa, affascinante, che sappia conquistare palati fini.

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Alessandra Di Gregorio.

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23 luglio 2009

Erika Dagnino

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Ru e Froracconti dell'ombra

I volumi della Dagnino denotano sin dalle prime battute una capacità di elaborazione del pensiero a dir poco sbalorditiva. Il suo uso della parola appare molto sicuro e sentito, quasi frutto di un’illuminazione naturale, congenita. C’è dietro uno studio, una metodica, una partecipazione intellettuale e morale, quasi una religione del dettato.

Tanto in RACCONTI DELL’OMBRA, che in RU E FRO, ritroviamo il caro motivo della specularità, che se da una parte si esplica attraverso l’interpretazione e il racconto dell’individuazione della propria ombra e il relativo rapporto idiosincratico con la stessa – fino al parossismo, fino al solfeggio morale, filosofico (ai limiti del didattico) – dall’altra si connota nel rapporto paritetico tra due persone che possono dirsi gemelle, figure simbiotiche, esseri monotoni e franchi, che nella reciproca specularità, ritrovano sé e l’altro da sé.

La Dagnino è artigiana del ritmo. Il suo periodare è netto, musicale, folgorante, e seppure non si attenga a una trama narrativa classicamente intesa, l’Autrice piega le dinamiche spazio-temporali dei suoi scritti, alla sua lungimiranza certosina, coniugando psicologismo, tecnica, indagine e tolleranza molto ampia della rielaborazione filosofica dei concetti di umanità, intellettualità, anima e umano sentire.

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Alessandra Di Gregorio.

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