Posts tagged ‘racconto giallo’

3 aprile 2012

L’umore del caffè

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: Umore del caffé
Autore: Marco Miele
Editore: Cult Editore
Data di Pubblicazione: Ottobre 2011
ISBN: 8863921342
ISBN-13: 9788863921342

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L’Umore del caffè, di Marco Miele, Cult Editore. Giallo di provincia, d’ambientazione toscana.

Pur da profana del noir in genere, di quello italiano e di specifiche ramificazioni regionali, mi sono approssimata alla lettura del libro di Miele, intenzionata – in primo luogo – a capire l’eventuale mistero dietro al titolo, essendo questo (qui come altrove) la prima cosa su cui si appunta la curiosità preliminare di ogni lettore. Curiosità sarà poi il termine chiave che mi condurrà a leggere il libro un po’ alla volta (a finirlo tutto e subito che gusto c’è?).

Da un giallo ci si aspetta in generale soprattutto l’aderenza a regole, ‘direttive’ fondamentali, o almeno ‘orientative’, le quali, più che altro, servono a inquadrare correttamente il testo in questione nell’ambito del genere di riferimento.

Pur essendo al tempo stesso abbastanza svincolato da prescrizioni troppo severe, comunemente, un autore, qualunque genere pratichi, deve essere in grado di porsi in modo originale e contestuale al suo tempo, alla sua realtà, e – cosa altrettanto importante – alla propria vena creativa –, cominciando a valorizzare ‘dal basso’ (cioè la cosa più vicina a sé: di solito la propria origine geografica).

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26 marzo 2011

La morte in pentola

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.

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Titolo: La morte in pentola
Autore: Conventi Gaia
Editore: Forme Libere
Collana: Passi nel buio
Data di Pubblicazione: Febbraio 2010
ISBN: 8864590048
ISBN-13: 9788864590042

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20 dicembre 2008

Una scomoda indagine e un cane fetente

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio

Quando mi sono ritrovata per le mani questo racconto nell’ambito della valutazione per il concorso Adamantes, devo ammettere di averlo letto con molta attenzione e anche con particolare gusto. L’autrice mi sembrò subito una con una buona mano. Non ci vuole niente a capire la percentuale di abilità di chi sta dall’altra parte. Questo però non vuol dire che dichiarare l’opera vincitrice sia stato più facile. Anzi, il compito è stato piuttosto arduo… Certo, l’autrice di questo romanzo breve è non solo una donna talentuosa ma anche una persona particolarmente brillante e simpatica. Quindi di nuovo, una attività di editing mi ha portata a conoscere qualcuno molto in gamba…

una-scomoda-indagine

Titolo: Una scomoda indagine e un cane fetente
Autore: Gaia Conventi

Editore: Caravaggio Editore
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Coacervo
ISBN-13: 9788895437248
Pagine: 64
Reparto: Narrativa italiana


Un fotografo della scientifica alle prese con un caso davvero strano: la morte di Cinzia, la voce più calda del telefono erotico; una donna piuttosto fuori dall’ordinario, visto che Cinzia, in realtà, si chiama Roberto. Mentre la polizia indaga, la storia scivola gustosa tra un commento e una riflessione di quest’uomo, che di crimini ne ha fotografati tanti, che ama i romanzi di Liala, e che ha un cane – un pastore belga – con l’intelligenza di un vero poliziotto. Una storia accattivante e divertente, che ci terrà col fiato sospeso fino alla fine.

Opera vincitrice del Primo Posto Assoluto nella Collana Coacervo – Concorso Adamantes 2007 e vincitrice del Primo Posto nel Concorso Esperienze in Giallo 2008

« Un fotografo della Scientifica racconta in prima persona di un caso che tiene banco al commissariato di polizia. La sua vita è contrassegnata da casi di persone che seppure in vita erano famose e possedevano tutto, alla fine vengono fotografate come tutte, da morte, contratte in spasmi di dolore o ricoperte di vomito o peggio ancora sfracellate e massacrate. Il suo è uno sguardo nient’affatto rigido o asettico, perché seppure non si tratti di fotografie artistiche, ha l’intento di donare un ultimo tocco di umanità a chi ormai non ha più nulla da dire e resterà impresso su pellicola in un’immagine che ne riprende il trapasso. Stavolta però ha per le mani una storia molto strana… strana soprattutto se si prende in considerazione che Cinzia, la donna morta, in verità era Roberto, e conduceva da anni una doppia vita di cui all’apparenza nessuno sapeva niente. Una cosa fra tutte catturerà l’attenzione del nostro uomo: la collezione di romanzi di Liala che Roberto teneva in libreria. Sì perchè per uno che lavora a stretto contatto con la morte, che fotografa scene del delitto e cadaveri, i cari vecchi romanzi d’amore di Liala erano il segno tangibile di un contatto umano ed emotivo che la vita vera invece pare non possedere più. Certo, nella sua vita un legame tangibile c’è, ma niente a che fare coi romanzetti di cui si cibava… L’unica storia seria che riusciva a portare avanti era quella col suo cane, un pastore belga dalla straordinaria intelligenza – talmente intelligente da fingersi “stupido” pur di non entrare nella squadra dei cani poliziotto” – il cui nome però verrà svelato solo in ultimo; un cane capace di prodezze domestiche che lasciano di stucco il suo padrone e noi che leggiamo…

Una prova di assoluto talento narrativo questa, che ha permesso alla Conventi di aggiudicarsi non solo il primo posto assoluto nell’ambito del concorso Adamantes bandito da Caravaggio Editore, ma anche il primo posto nel concorso Esperienze in Giallo. »

Adg

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